FESTEGGIA 20 ANNI L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTÀ DEL TARTUFO: L'INTERVISTA AL PRESIDENTE

Feb 15 2011

FESTEGGIA 20 ANNI L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE CITTÀ DEL TARTUFO: L’INTERVISTA AL PRESIDENTE

 Giancarlo Picchiarelli, presidente dell'Associazione Nazionale Città del TartufoFesteggia 20 anni l’Associazione Nazionale Città del Tartufo: qual è stato il suo percorso, le attività che ha svolto e quali sono i progetti futuri dell’associazione?

 L’Associazione Nazionale Città del Tartufo è stata fondata ad Alba nell’ottobre del 1990 e in occasione del suo ventennale vogliamo rilanciarne l’immagine e promuovere i territori vocati al tartufo. In questi anni l’associazione è cresciuta molto: dalle 15 realtà iniziali siamo arrivati a 50 associati tra città, Comuni, Province, Comunità montane e la regione Molise. In occasione del ventennale dell’Associazione abbiamo organizzato una serie di incontri in diverse città d’Italia: Roma, Alba e Milano. Il ricco programma di iniziative che abbiamo promosso ha voluto anche richiamare quelli che sono i principali obiettivi dell’Associazione: tutela del tartufo e dei territori a vocazione tartufigena e la promozione, oltre che del prezioso fungo, che rappresenta il volano per l’economia, anche di tutte le altre risorse ambientali storiche culturali ed enograstronimiche dei luoghi in cui è presente.

Vent’anni festeggiati con una serie di appuntamenti il primo dei quali si è tenuto a Roma

Si, abbiamo pensato di iniziare a Roma con un incontro nella sede dell’Anci organizzato in collaborazione con Restipica dell’Anci, una delle associazioni con cui collaboriamo, perché nella nostra filosofia c’è l’idea di fare sistema con le altre realtà dei territori. La conferenza di Roma ha aperto, lo scorso autunno, la stagione delle mostre del tartufo ed è stato un modo per lanciare e dare spazio a tutte queste manifestazioni, molte della quali hanno festeggiato anniversari importanti. Sono oltre 35 in Italia gli eventi legati al tartufo, muovono migliaia di visitatori e turisti, e molti operatori e raccoglitori. Alcune mostre, dicevo, hanno festeggiato “compleanni importanti”: 80ª edizione della mostra mercato del tartufo bianco di Alba, 40ª a San Miniato, 30ª edizione della mostra del tartufo di Valtopina organizzata dalla Comunità montana dei Monti Martani, Serano e Subasio e, a San Giovanni d’Asso, la mostra mercato del tartufo ha festeggiato i venticinque anni.

L’appuntamento successivo per ricordare il ventennale dell’associazione si è tenuto ad Alba dove abbiamo organizzato un importante convegno nazionale insieme alla città di Alba e all’ente turismo e al centro studi per attrarre l’attenzione sulla tutela del tartufo del bosco, organizzato in occasione dell’80ª edizione della mostra mercato del tartufo bianco di Alba. Un modo per incentivare la promozione e riportare l’attenzione su alcune tematiche legate al tartufo e per dare ancora più risalto a tutte quelle iniziative che i territori del tartufo riescono a organizzare.

Gran finale poi a Milano…

È stata un’occasione molto importante, organizzata anche grazie al contributo della Regione Lombardia. L’incontro ha avuto come titolo “… dal ventennale all’Expo 2015…” e lo abbiamo promosso al fine di instaurare rapporti di collaborazione con gli operatori e gli enti locali, legati alla manifestazione internazionale, che darà visibilità a tradizione, creatività e innovazione nel settore dell’alimentazione. Evento che potrà essere una vetrina internazionale importante anche per il tartufo ed i territori ad esso legati. Credo che sia un appuntamento importante perché ci permetterà di avere milioni di visitatori da tutto il mondo e quindi di ottimizzare le nostre risorse, di avere un “palcoscenico” come quello milanese che ci permetterà di far conoscere un’eccellenza italiana unica nel mondo, e che potrà dare una prospettiva di sviluppo economico e di attenzione alle nostre specificità. Quello di Milano è stato un incontro che ci ha dato la possibilità di confrontarci con realtà importanti e di conoscere autorità internazionali come il viceconsole del Giappone in Italia, Naokata Sakaguchi, grazie al lavoro della Fondazione Italia Giappone.

Abbiamo anche avuto modo di presentare il nuovo portale internet dell’Associazione, strumento importante che stiamo proponendo in ogni occasione come sistema e punto di riferimento perché tutte le realtà associate possano lavorare in maniera sinergica.

Dagli appuntamenti di Alba e Milano è anche venuta fuori una proposta interessante…

Ad Alba abbiamo trattato importanti temi che riguardano la tutela dell’ambiente tartufigeno con interessanti proposte e, a Milano, abbiamo confermato il nostro impegno in questo senso. Abbiamo infatti presentato una proposta dell’Associazione perché i territori tartufigeni italiani siano riconosciuti dall’Unesco come bene culturale immateriale del patrimonio mondiale dell’umanità.

L’idea è quella di concentrarci molto sul tartufo bianco, che ha tutta una sua particolarità nella storia del sistema di raccolta, che non è fatta da professionisti del settore e da coltivatori, come avviene per il tartufo nero, ma è una grande sfida che c’è tra l’uomo, il cane e tutti gli altri cercatori. È un mondo che affascina moltissimo coloro che visitano i territori del tartufo, è un forte valore aggiunto, che dobbiamo tutelare sempre di più.

Comunicazione, promozione e tutela sembrano essere le parole chiave dell’attività dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo

La nostra associazione è da sempre molto impegnata nella tutela del tartufo perché sia preservato in natura e sia prestata attenzione ai luoghi in cui cresce. Per questo cerchiamo di sollecitare azioni che permettano di arrivare a tracciabilità, riconoscibilità e certezza del prodotto e ci aspettiamo che venga fatto di più a livello normativo. Un’altra fase che cerchiamo di tutelare è quella della lavorazione perché sulle tavole possa arrivare tartufo e surrogati del prodotto non contraffatti. Proprio in questo senso l’associazione ha promosso l’istituzione di un marchio, “Ristorante amico del tartufo”, assegnato, secondo disciplinare, alle attività ricettive che utilizzano esclusivamente tartufo fresco o trasformato, escludendo l’utilizzo di prodotti