Città di Castello

Descrizione

Descrizione

L’insediamento originario fu fondato dagli Umbri sulla riva sinistra del Tevere in prossimità del territorio assoggettato al controllo degli Etruschi; a partire dal III secolo a.C., a causa dell’espansione romana, la città fu federata di Roma. Dal I secolo a.C. divenne municipio romano, di cui patrono più illustre fu Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto Plinio il Giovane, il quale, secondo quanto affermato in una sua lettera, fece erigere un tempio, ultimato nel 103 a.C. o 104 a.C., di cui non si conosce la collocazione.

Non è possibile ricostruire con certezza la struttura urbanistica della città romana; sicuramente, però, la parte più antica della città corrisponde alla zona sud, dove, nel quartiere denominato Mattonata, sono stati rinvenuti alcuni mosaici, resti di strutture idrauliche e una porzione di muro di quello che con ogni probabilità doveva essere un anfiteatro.

Incerta è la datazione della diffusione del Cristianesimo, attribuita dalla tradizione a San Crescentino o Crescenziano, vissuto tra il III ed il IV secolo, che fu martirizzato a seguito di una condanna emessa proprio a Tifernum. Il primo vescovo di Tifernum Tiberinum, Eubodio, è documentato nell’anno 465.

Secondo la tradizione, la città fu distrutta nel VI secolo ad opera del goto Totila e successivamente ricostruita dal vescovo Florido, poi santificato e proclamato patrono della città. La città venne dunque conquistata dai Longobardi e denominata Castrum Felicitatis, per passare poi sotto il dominio dei Franchi prima e dello Stato della Chiesa poi.

Intorno al 1100 si organizzò in Comune e fu minacciata dalle pretese dell’Impero, dello Stato della Chiesa, di Firenze e di Perugia. Nella prima metà del 1200 fu denominata Civitas Castelli e, nonostante che le rivalità tra Guelfi e Ghibellini ne misero spesso in pericolo la libertà, poté ugualmente godere di prosperità. In questo periodo acquista indipendenza il borgo di Sansepolcro, sorto agli inizi dell’XI secolo attorno all’omonimo monastero nel contado di Città di Castello, e sviluppatosi in comune autonomo tra i secoli XII e XIII.

Sul piano amministrativo la collocazione della città rimane piuttosto indefinita. Pur inserita nelle terre della Chiesa dall’VIII secolo, ancora nel 1312 viene rivendicata dall’imperatore Enrico VII come facente parte dell’impero, insieme alla vicina, e “figlia”, Sansepolcro.

Il Duomo di Città di Castello

Nel 1306 si iniziò a costruire la chiesa dei Servi di Maria, poi chiamata di Santa Maria delle Grazie, divenuta nel tempo santuario mariano cittadino. Nella seconda metà del XIV secolo divenne maggiore l’influenza esercitata da Perugia, finché nel 1367 fu ricondotta sotto lo Stato della Chiesa dal cardinale Albornoz. Nel successivo anno 1368, Brancaleone Guelfucci sollevò la cittadinanza ed insorse; tuttavia, il popolo tifernate riacquistò la libertà solo nel 1375, grazie all’intervento dei fiorentini.

Nel 1422 papa Martino V affidò la città al condottiero Braccio Fortebraccio da Montone, la cui famiglia detenne il dominio fino al 1440, anno in cui iniziarono le lotte per la conquista del potere tra varie famiglie, tra le quali i Vitelli, i Fucci e i Tartarini.

Inizialmente si assistette ad un’Oligarchia formata da Vitelli, Giustini e Fucci, per passare poi al dominio dei soli Vitelli, i quali uccisero i Fucci e fecero scappare i Giustini.

Successivamente, seguirono periodi di forti rivalità che videro anche il coinvolgimento di papa Sisto IV ed un lungo assedio alla città capeggiata da Niccolò Vitelli. Tuttavia, a seguito di alterne vicende, il dominio fu definitivamente preso dai Vitelli che posero a capo della città Paolo Vitelli e Vitellozzo Vitelli.

Quest’ultimo, come noto, fu ucciso da Cesare Borgia, detto il Valentino, nella congiura di Senigallia (1502). Il Valentino

si proclamò duca della città e mantenne il dominio per tutto il pontificato di papa Alessandro VI. Successivamente, fino alla fine del XVIII secolo, la città fu assoggettata allo Stato della Chiesa, che concedette però la reggenza ad un governatore alle dipendenze della consulta romana. La famiglia Vitelli, nelle alterne vicende del XV e XVI secolo, incise notevolmente nello sviluppo economico e nell’importanza politica della città. Famiglia di mecenati e condottieri, molto legati ai Medici di Firenze, abbellirono Città di Castello con molti palazzi nei quali furono chiamati a lavorare i maggiori artisti del Rinascimento, primi fra tutti Raffaello Sanzio e Luca Signorelli.

Il 12 gennaio 1798 fecero il loro ingresso in città i soldati della Repubblica Cisalpina, che proclamarono la repubblica, ma solo il 5 maggio successivo le truppe francesi non furono in grado di sedare una rivolta partita dalle campagne e di spiccata tendenza antirepubblicana. L’ordine fu riportato il 18 giugno 1799, quando la città fu occupata dagli austriaci per volere del Papa.

La città riottenne nuovamente la libertà la sera dell’11 febbraio 1849 e l’11 settembre 1860 entrò nello Stato Italiano, seguendone da questo momento le vicende storiche.

La seconda guerra mondiale ha effetti devastanti sulla città che subisce 11 bombardamenti nelle settimane immediatamente precedenti la liberazione da parte degli Alleati (22 luglio 1944) con la distruzione di ponti, ferrovia, acquedotto, fabbricati civili e industriali nonché i gravi danni al Torrione di Porta Santa Maria. La guerra partigiana fu condotta nel territorio dalla Brigata d’urto “San Faustino” e dalla “Pio Borri” nelle quali erano confluiti numerosi giovani, la maggior parte dei quali, si arruolò poi nei ranghi della divisione “Cremona”, continuando verso nord la guerra di Liberazione e contribuendo, tra l’altro, a liberare la città di Alfonsine.

Il tenente colonnello Venanzio Gabriotti, già medaglia al valor militare nel primo conflitto mondiale nonché esponente politico regionale di primo piano e amico personale del Vescovo Carlo Liviero (personaggio di spicco della vita cittadina tra le due guerre), pagò con la vita la sua fede nella libertà e fu trucidato dai nazisti e fascisti sul greto del torrente Scatorbia il 9 maggio 1944. Una delle pagine più eroiche della Resistenza, non solo umbra.

Nella seconda metà del XX secolo si è verificato un consistente aumento demografico, dovuto anche all’immigrazione dalle vicine Marche e Toscana, che ha portato il Comune di Città di Castello a essere il quarto comune dell’Umbria per numero di abitanti. A partire dagli anni sessanta, la città ha conosciuto un significativo mutamento del tessuto economico, e lo sviluppo industriale, specie nel settore grafico, meccanico, tessile e della ceramica ha cambiato profondamente il volto della città. Particolarmente sviluppato è il settore grafico, del mobile e del packaging. Negli ultimi anni si è avuto anche un forte sviluppo di molte aziende di servizi, specie nel settore della educazione e formazione a distanza.

COSA VISITARE

L’itinerario museale permette di visitare i numerosi musei e scoprire le opere d’arte di Maestri della storia dell’arte, basti pensare a Raffaello e Luca Signorelli, oppure al Maestro Alberto Burri.La ricchezza del territorio di Città di Castello offre la possibilità di scoprire i luoghi, l’arte e la storia seguendo tanti percorsi differenti, all’interno della città antica, spingendosi fuori porta o nei dintorni della città oppure spostandosi in tutta l’Alta Valle del Tevere.

L’itinerario rinascimentale allo stesso tempo ci svelerà anche l’elegante aspetto di Città di Castello con i Palazzi Vitelli, splendide dimore patrizie del ‘500. In realtà tutto il centro storico va visitato come un museo, per ammirare il Campanile cilindrico dell’XI-XII sec., la Torre civica del XIV sec., il Palazzo del Podestà, edificio attribuito ad Angelo da Orvieto ma che verso la piazza presenta la facciata barocca del 1686, il Palazzo Comunale o Palazzo dei Priori, nobile costruzione gotica opera di Angelo da Orvieto, oppure percorrendo i vicoli del centro o soffermandosi nelle due piazze principali, Piazza Matteotti e Piazza Gabriotti, soprannominate rispettivamente Piazza de’ Sopra e Piazza de’ Sotto.

L’itinerario religioso ci condurrà alla scoperta delle storiche chiese come il Duomo, San Francesco, la Madonna delle Grazie, il Convento di Santa Veronica, Santa Maria Maggiore, San Domenico, oppure, nei dintorni della città, si potranno visitare il Santuario della Madonna di Belvedere, situato in posizione panoramica e costruito nella sua forma barocca (1669-1684) da Antonio Gabrielli e Nicola Barbioni, l’Eremo di Buon Riposo, dove San Francesco era solito fermarsi in occasione dei suoi viaggi verso la Verna, l’Abbazia benedettina di Santa Maria e Sant’Egidio a Badia di Petroia, dell’XI-XII sec., l’Oratorio di San Crescentino a Morra, con il ciclo di affreschi che il Signorelli vi realizzò nel 1507.

Itinerari naturalistici per scoprire la natura e il paesaggio del territorio sono percorribili a piedi o a cavallo in tutto il comprensorio.

http://www.cdcnet.net/

Contatti

Contatti

Location

Città di Castello
Get directions

Contact

Città di Castello
  • By admin
  • Email: redazione@avinews.it
[contact-form-7 404 "Not Found"]