Fabro

Descrizione

Descrizione

Il Comune di Fabro rappresenta l’unione dei due Comuni di Fabro e Carnaiola avvenuta nel 1870 circa. Ne consegue che sul suo territorio vi sono due centri storici, dai quali si sono poi sviluppate le due realtà urbane più moderne di Fabro Scalo e Colonnetta.

Il borgo di Fabro è caratterizzato dal Castello, sorto intorno all’anno 1000 su una preesistente fortezza romana posta a guardia di un importante guado della Chiana. Nel XV secolo subì una profonda ristrutturazione su disegno di Antonio da Sangallo grazie alla quale fu dotato del torrione e delle mura tuttora esistenti. Il centro abitato si è sviluppato in quota sulla cresta collinare a partire dal 1500 lungo l’asse che andava dal Castello alla chiesa quattrocentesca di San Basilio, completamente demolita negli anni Sessanta. Al centro del paese si trova l’ottocentesco Palazzo Comunale, attribuito al Calderini, completamente ristrutturato nel 1985.

La frazione  di Carnaiola è dominata dal maniero, costruito intorno all’anno 1000 sulle rovine di una fortificazione romana posta a guardia del ponte del Muro Grosso (chiusa idraulica realizzata dai romani con lo scopo di limitare le piene periodiche del Tevere), e che subì, nel corso del 1600, una ristrutturazione che lo trasformò da struttura puramente difensiva nell’attuale palazzo di tipo nobiliare. Attorno al castello, appartenente alla potente famiglia orvietana del Filippeschi, si è sviluppato il borgo, lungo l’asse che conduce alla chiesa del paese, costruita nella forma attuale nella seconda metà del cinquecento. Tra il XV e il XVI secolo il castello subì una serie di profonde modifiche, dovute anche alla mano dell’architetto pontificio Antonio da Sangallo.  Nel 1602 il palazzo, dopo 400 anni,  passava dalle mani dei Filippeschi, ormai in declino, a quelle dei conti di Marsciano. Il conte Orazio, nuovo proprietario, commissionò grandi lavori di restauro e di abbellimento; a lui si deve in particolare l’ingresso monumentale impreziosito dal balcone sorretto da mensoloni scolpiti, di cui quello centrale reca lo stemma dei Marsciano. Il grande salone venne ridecorato, sul modello di quello dei Monaldeschi ad Orvieto, con affreschi manieristi dovuti all’ambito di Cesare Nebbia (1537-1614), artista orvietano divenuto pittore ufficiale dei Papi Gregorio XIII e Sisto V; sul soffitto a cassettoni figurano i simboli araldici della famiglia. Nel corso dell’Ottocento il castello passò alla famiglia Meoni di Buonconvento, cui è intitolata la piazza prospiciente, e venne acquisito dagli attuali proprietari nel 1922. Nella seconda metà del 1200 a Carnaiola nacque la mistica umbra Beata Vanna, cui è dedicata una piccola chiesa costruita nel luogo della sua nascita ed il cui culto è tuttora vivo, tanto che ogni anno viene festeggiata nel giorno della sua morte avvenuta il 23 luglio.

Fabro Scalo si è sviluppato a partire dagli anni trenta intorno alla stazione ferroviaria, ed è oggi la frazione più abitata, caratterizzata da una intensa attività commerciale, artigiana  e di servizi che la rendono punto di riferimento anche per i Comuni limitrofi.

Il centro abitato di Colonnetta, nelle vicinanze del casello autostradale, si caratterizza per la presenza di una vasta zona artigianale-industriale.

Altre iniziative ricorrenti sono la Festa di San Martino a Fabro caratterizzata dalla “Sagra della torta sotto ‘l foco” che si svolge la seconda domenica di novembre”, e la “Sagra del pan col mosto” che si svolge a Carnaiola nel periodo della vendemmia.

Una particolarità del Comune di Fabro è la presenza dell’isola amministrativa di Poggiovalle, interamente situata nel territorio comunale di Città della Pieve, dove ad oggi sono presenti un’azienda agraria e attività ricettive.

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