Sant’ Agostino

Descrizione

Descrizione

Sant’Agostino, municipalità di Terre del Reno, si trova al centro di un triangolo di pianura che si apre su tre province: Ferrara (Provincia di appartenenza), Modena e Bologna. Il suo territorio confina a Ovest con quello di Modena, a Sud con quello di Bologna ed è attraversato dalla SP 66.

Vie di accesso:

– da Bologna: A13 uscita “Altedo” oppure “Ferrara sud”

– da Padova: A13 uscita “Ferrara Nord”

– da Modena: direzione Nonantola-S. Giovanni in Persicelo – Cento – S. Agostino

– da Ferrara: SP 66

Frazioni: Dosso (da Sant’Agostino si segue la strada per Cento – SP66).

San Carlo (da Sant’Agostino si segue la strada per Ferrara – SP66).

La storia di Sant’Agostino è strettamente legata al fiume Reno, tant’è che lo stemma originale del Comune (1838) riproduce l’allegoria del fiume Reno, con alle spalle il panorama che si poteva vedere dall’attuale piazza, guardando a sud; le tre anfore indicano:
quella giacente ai piedi il Reno abbandonato, quella coll’arma Lambertini l’inalveazione Benedettina e l’altra l’ideata immissione del fiume nel Po. Anche la moderna scultura al centro della piazza, inaugurata alla fine del 2007, tra vari elementi,evidenzia il fiume Reno che versa acque di vita, attraverso una grande anfora, quasi a ricordare che la vita della comunità e del suo territorio è legata ai simboli qui rappresentati: acqua, terra e lavoro.

Nel Settecento, prima che il Reno si dirigesse verso le valli di Poggio Renatico, Sant’Agostino sorgeva sul vecchio argine ed era un piccolo borgo di poche case chiamato “Sant’Agostino delle Paludi”, così come viene descritto in un documento della Curia Arcivescovile di Bologna. In quei tempi la situazione idraulica del luogo era piuttosto instabile e la coltivazione dei campi spesso minacciata dalle acque. Solo nella seconda metà del Settecento dopo varie rotte, da quella degli Annegati (1728) a quella della Panfilia ( 1763), si arrivò all’inalveamento definitivo del Reno verso est, consentendo così all’area di essere abitata e coltivata in sicurezza. Oggi, il Cavo Napoleonico ha la funzione di scolmare il Reno durante le piene e immetterlo nel Po e il Canale Emiliano Romagnolo serve ad irrigare la campagna circostante.

Il fiume, scendendo dai monti e inoltrandosi nella pianura, a metà del suo percorso (come viene indicato da varie fonti documentarie), compie ancora oggi, una gran curva verso est, nel territorio del Comune di Sant’Agostino a ridosso del Bosco Panfilia, uno degli angoli naturali più suggestivi del nostro territorio.

Il Bosco Panfilia , situato al confine tra la provincia di Ferrara e di Bologna, sorge nell’area golenale del fiume e rappresenta per qualità ed estensione, la più preziosa testimonianza delle antiche foreste planiziali padane. Nel 1971 la Società Italiana di Botanica ha classificato la Panfilia come “sito di notevole importanza vegetazionale, biotopo unico nel suo genere tra i boschi igrofili, per quanto riguarda l’associazione di piante che lo compongono”: L’area , unica nel genere di “bosco che si allaga” è stata inserita tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC). Nel passato, il Bosco ha rappresentato per la popolazione locale una fonte di sostentamento, sia per l’approvigionamento di legname,che per la raccolta dei prodotti del sottobosco, tra i quali in particolare il pregiatissimo tartufo bianco – Tuber Magnatum . Si è quindi creato un legame inscindibile tra la comunità e l’area naturale, che ha nel tempo, influenzato cultura, tradizioni e stile di vita delle genti del luogo. Da anni, nel nostro Comune si svolge la Sagra del Tartufo che vede coinvolto l’intero paese e proprio per questa peculiarità, dal 2009 il Comune di Sant’Agostino è stato ammesso all’Associazione Nazionale Città del Tartufo.

Il Bosco è visitabile in ogni stagione dell’anno, preferibilmente nei mesi primaverili e autunnali

(è sconsigliabile quando l’ambiente è molto umido, dopo piogge o esondazione del fiume). All’interno non esistono strutture per il riposo o il ristoro, ma all’entrata principale (in Via del Cavo), oltre al parcheggio vi è un’area attrezzata con panchine, tavoli e una fontana con acqua potabile. Chi è interessato a visitare il bosco, con l’aiuto di una guida, può contattare la locale sede del WWF o della PRO-LOCO. Per ulteriori informazioni visitare il sito: www.comune.santagostino.fe.it Il Bosco Panfilia e WebGis Panfilia.

Monumenti significativi

il Palazzo del Municipio – costruito nel 1864 ed ornato di porticato in stile neoclassico, con la piazza antistante, delimitata da 13 blocchi di marmo, che in passato erano utilizzati per delimitare i territori confinali delle Legazioni di Ferrara e Bologna. Recentemente è stato inaugurato il nuovo assetto architettonico della piazza, dove si nota un’opera scultorea che richiama la storia della comunità e lo stemma comunale.

La Chiesa Parrocchiale di San’Agostino – la prima chiesa risalente al XVI secolo, con campanile eretto nel 1626, fu gravemente danneggiata durante la rotta della Panfilia (nei secoli stabile privato ad uso civile, è stato di recente ristrutturato e si trova sul lato destro di piazza Pertini). Si rese perciò necessaria una ricostruzione: il conte Corradino Ariosti di Bologna fece gettare le fondamenta della nuova chiesa, ma si dovette aspettare fino ai primi del XIX secolo per portare a termine i lavori, eseguiti in uno stile neoclassico molto sobrio. Nel 1823 fu elevato nuovo il campanile.

L’Oratorio Ghisilieri – Chiesa Vecchia di San Carlo (1685) – è il più antico esempio di architettura religiosa e artistica del Comune di Sant’Agostino. Unico nel suo genere, rispetto alle chiese erette nello stesso periodo sul territorio, è un monumento di notevole interesse. Questo edificio venne eretto nel 1685 dal noto architetto bolognese Agostino Barelli (1626-1697), per volontà del senatore Francesco Ghisilieri (1650-1712), noto mecenate di Bologna , la cui famiglia qui possedeva una vasta tenuta di caccia con residenza padronale. La chiesa è dotata di un ricco patrimonio artistico, tutte opere di notevole fattura.
Tra di esse spiccano i pregevoli affreschi seicenteschi che adornano la volta e le pareti, venuti alla luce in seguito ai recenti restauri: le figure dell’affresco della volta sono opera di Biagio Bovi (esponente della scuola bolognese dei Carracci), mentre il pittore bolognese Tommaso Aldrovandini (1653-1736) è autore della quadratura che lo incornicia. Attribuita sempre a Biagio Bovi anche la grande pala dell’altare maggiore (della fine del Seicento), mentre sull’altare di destra, sono collocati la tela di Sant’Antonio da Padova inginocchiato davanti al Bambino Gesù, opera del Guercino e Benedetto Gennari Junior (Cento, 1591-1666; Cento 1633-1715) e un busto di Cristo sofferente in terra cotta policroma (XVII secolo), entrambi di grande pregio. Tra i tanti preziosi manufatti e reliquie conservate in questa chiesa, si segnala anche una suggestiva composizione in cotto del “Compianto” di Cristo morto, ricostruzione di una più antica scultura lignea andata distrutta, ubicata in una cappelletta esterna dell’edificio.

Chiesa di Dosso – dedicata a San Giovanni Battista, fu costruita all’inizio del Settecento, con il più semplice stile dell’epoca e sorge accanto al campanile. Al suo interno si ammira una tela raffigurante San Giovanni, eseguita nel 1785 dal bolognese Gandolfi.

Fra le vecchie residenze nobiliari, sparse sul territorio, si evidenziano dal punto di vista architettonico, a Sant’Agostino: “Le Torri di Corte Palazzo” (proprietà Fenati), “Il Palazzo Quattro Torri”, “Il Fantino” (ex residenza estiva della Famiglia Rusconi); a San Carlo : “Villa Ghisilieri-Ludergnani”.

SAGRE E FESTE

Sant’Agostino in Festa“, Sant’Agostino

Sagra del Tartufo del Bosco di Panfilia”, Sant’Agostino

Sagra della Zucca e del suo Cappellaccio”, San Carlo

RICETTE AL TARTUFO 

“Filetto di tacchino al tartufo”

“Parmigiana al tartufo”

“Passatelli al tartufo”

“Polenta tartufata”

“Salsa di burro e tartufo”

 

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