Statuto e Regolamento

ARTICOLO 1

I seguenti Comuni: Alba (CN), Sant’Angelo in Vado (PS), San Miniato (PI), Norcia (PG), Castel di Casio (BO), San Giovanni d’Asso (SI), Sant’Agata Feltria (PS) e le seguenti Comunità Montane: Alto Tevere Umbro (PG), Alto Molise (IS), Alto Chiascio (PG) denominati Soci fondatori, costituiscono a ottobre del 1990 l’Associazione Nazionale delle “Città del Tartufo” con sede legale in Alba (CN), presso il Palazzo Comunale, P.zza Risorgimento n. 1.

Ogni anno, in occasione dell’Assemblea Ordinaria, sarà aggiornato l’elenco dei Soci che ricomprenderà i nuovi ingressi.

L’Associazione potrà disporre anche di sedi e recapiti decentrati a livello regionale o interregionale in relazione allo sviluppo dell’attività ed alle esigenze organizzative.

ARTICOLO 2

L’Associazione ha i seguenti scopi:

  1. promuovere il ruolo che spetta agli Enti Locali nella valorizzazione e salvaguardia del territorio e dell’ambiente delle zone tartufigene sia di quelle produttive da conservare che di quelle in declino da migliorare, sollecitando e favorendo l’emanazione di normative nazionali e regionali in materia.
  2. promuovere azioni volte alla tutela del Tartufo di provenienza italiana per le sole specie di cui per Legge è riconosciuta la cavatura e la commercializzazione attraverso la collaborazione con gli Enti Pubblici Territoriali (Comuni o loro Consorzi, Province e Regioni), gli Istituti di Ricerca e Sperimentazione e i Centri Studi, gli Enti del Turismo,  le Associazioni Agricole di categoria e le Associazioni di Commercianti di Tartufo.
  3. organizzare e coordinare le manifestazioni promozionali dedicate al Tartufo consentendo la partecipazione agli Enti associati con spazi adeguati.
  4. promuovere le manifestazioni dei Comuni aderenti e i convegni tecnici per la conoscenza e la valorizzazione dei singoli territori.
  5. valorizzare, in collaborazione con le Associazioni dei cercatori di Tartufi e dei Tartuficoltori, le conoscenze e le pratiche tradizionali della cerca e cavatura del Tartufo attraverso studi, ricerche, inventariazioni, compilazione archivi, attività di formazione e promozione e di tutte quelle buone pratiche ed iniziative che, di volta in volta, saranno individuate come necessarie allo scopo.
  6. promuovere incontri tra le varie Associazioni di cercatori e cavatori e di coltivatori per dibattere i problemi del settore e giungere alla proposta di norme comuni di cavatura e commercializzazione da presentare agli Enti Legislativi preposti.
  7. favorire l’informazione e la formazione per la diffusione della “Cultura del Tartufo” con la pubblicazione di sussidi scolastici, studi tecnici, atti convegnistici, carte e mappe per la zonizzazione tartuficola, carte e guide ad uso turistico, ecc.
  8. favorire l’attività di ricerca scientifica per la soluzione delle problematiche legate alla produzione del Tartufo sia spontanea che coltivata, in collaborazione con il CNR, il Centro Sperimentale di Tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, il Vivaio Forestale Regionale “Selva del Campo” di Campochiaro (CB), il Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, gli Istituti Universitari e i Centri pubblici già in essere e quelli che verranno istituiti.
  9. promuovere iniziative e/o programmi di lavoro che favoriscono la tutela del consumatore, sia per il consumo di Tartufo fresco che dei prodotti derivati coinvolgendo tutti i soggetti, pubblici e o privati, per il raggiungimento di dette finalità.
  10. operare per la individuazione, il riconoscimento e la promozione di marchi di qualità e/o di uso collettivo del Tartufo, per Regioni, Province o Aree vaste tenendone apposito registro.

ARTICOLO 3

L’Associazione adotta un marchio registrato che potrà essere utilizzato dai Soci; l’uso e la riproduzione del marchio saranno sottoposti a controllo di legittimità da parte dell’Associazione stessa. L’uso non autorizzato o improprio del marchio sarà perseguito dall’Associazione a termine di Legge.

ARTICOLO 4

Possono far parte dell’Associazione gli Enti Locali (Comuni, Province e Regioni), le Associazioni Istituzionali di Comuni (ex Comunità Montane, Unioni di Comuni, Parchi ed Aree Protette ecc.), e comunque tutti gli Enti Autonomi richiamati nell’Art.114 della Costituzione della Repubblica che ne fanno richiesta purché:

  1. siano territori a vocazione e produzione tartuficola oggettivamente riconosciuti;
  2. svolgano manifestazioni o eventi di vario genere a tutela, valorizzazione e promozione in ambito tematico;
  3. formino ed esprimano cercatori e cavatori di Tartufo in regola con le norme vigenti.

Possono far parte dell’Associazione le Camere di Commercio e i Centri Studi di Ricerca specializzati in materia di Tartufo, compresi quelli Universitari che ne facciano regolare richiesta.

Tutti gli Associati a diverso titolo si impegnano, comunque, a promuovere e/o collaborare all’organizzazione di iniziative volte all’approfondimento di  tematiche focali quali: tutela dell’ambiente tartufigeno e paesaggistico in generale,  ricerca tecnico-scientifica in materia di Tartufo e Tartuficoltura, sostegno e diffusione de la “Cultura del Tartufo” a garanzia della trasmissibilità, sviluppo turistico, valorizzazione della  gastronomia regionale e di innovazione attraverso l’impiego del Tartufo locale e degli altri prodotti tipici territoriali.

ARTICOLO 5

Gli Associati sono tenuti al versamento di una quota di iscrizione “una tantum” e di una quota annuale finalizzata a finanziare i programmi e le iniziative dell’Associazione. Tali quote saranno determinate dall’Assemblea dei Soci, in proporzione al numero degli abitanti per i Comuni. Quote diverse saranno fissate per le Associazioni Istituzionali di Comuni, Province, Regioni, Camere di Commercio. I Centri Universitari e/o di Ricerca, definiti Soci Tecnici, espletano il pagamento della quota associativa attraverso il lavoro di collaborazione diretta con l’Associazione per le finalità di cui all’art. 2.

ARTICOLO 6

Organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea dei Soci
  • il Consiglio Direttivo
  • il Presidente
  • l’Ufficio di Presidenza
  • il Revisore dei Conti

ARTICOLO 7

L’Assemblea Ordinaria dei Soci si riunisce almeno una volta all’anno. La data ed il luogo è stabilito dal Consiglio Direttivo e/o dall’Ufficio di Presidenza, con logica di rotazione nelle città associate, secondo la disponibilità che ciascun Socio può fornire.

Le funzioni dell’Assemblea sono:

  • Elezione e rinnovo anche parziale del Consiglio Direttivo e del Revisore dei Conti;
  • Approvazione del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • Determinazione della misura delle quote di iscrizione e di quella annuale di finanziamento dell’attività;
  • Approvazione del programma di attività annuale e pluriennale e loro periodica verifica;
  • Approvazione e revisione dello Statuto e del Regolamento per il funzionamento dell’Associazione;
  • Ammissione dei nuovi Soci;
  • Deliberazione sulle proposte del Consiglio Direttivo e dei singoli Soci.

L’Assemblea è valida in prima convocazione se sono presenti i rappresentanti della maggioranza dei Soci, in seconda convocazione ( che può avere luogo nella stessa giornata, purché inserita nell’avviso di convocazione) con la presenza di qualsiasi numero dei Soci ( salvo che per la deliberazione delle quote); per la revisione dello Statuto e del Regolamento i Soci sono chiamati obbligatoriamente ad esprimere un parere sulla proposta, pur valendo il principio del silenzio assenso; i Soci possono delegare altri Soci a rappresentarli in Assemblea ed ogni Socio può avere un massimo di due deleghe.

All’Assemblea partecipa il legale rappresentante dell’Ente associato o un suo delegato.

Le deliberazioni sono valide quando ottengono i voti della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

ARTICOLO 8

L’Assemblea straordinaria è convocata dal Presidente su deliberazione conforme del Consiglio Direttivo e/o dell’Ufficio di Presidenza, ogni volta che questi ne riconoscano la necessità e ogni volta che ne facciano richiesta per iscritto almeno un terzo dei soci.

Funzioni dell’Assemblea straordinaria

  • Deliberazioni su eventuali modifiche dello Statuto e del Regolamento;
  • Deliberazioni su argomenti che vengano ad essa sottoposti dal Consiglio Direttivo e/o dall’Ufficio di Presidenza;
  • Deliberazioni su argomenti per i quali un terzo dei Soci ne abbia richiesta la convocazione;
  • Deliberazione sull’eventuale scioglimento dell’Associazione.

ARTICOLO 9

Il Consiglio Direttivo che dura in carica 5 anni, è composto fino ad un massimo di 21 membri compresi il Presidente e 3 Vice Presidenti.

Fa parte del Consiglio Direttivo il Revisore dei Conti con diritto di voto.

Qualora Enti Privati, Fondazioni bancarie, Associazioni intendessero finanziare progetti delle Città del Tartufo, potranno far partecipare un proprio rappresentante in seno al Consiglio Direttivo con diritto di voto limitato alle decisioni adottate in merito al progetto stesso. Stesso principio varrà per i Centri Universitari e/o di Ricerca.

Il rinnovo avviene, di norma, successivamente allo svolgimento delle Elezioni amministrative generali.

Funzioni del Consiglio Direttivo:

  • Deliberazione sulla gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione entro i limiti del bilancio approvato dall’Assemblea;
  • Proposta di bilancio preventivo e bilancio consuntivo dell’Assemblea;
  • Espressione di un parere argomentato circa l’ammissibilità di nuovi Soci e la decadenza di Soci inadempienti o che realizzino iniziative in contrasto con gli scopi associativi;
  • Verifica semestrale circa lo svolgimento del programma approvato dall’Assemblea;
  • Gestione del personale;
  • Deliberazione su contratti, convenzioni, incarichi professionali necessari all’attuazione del programma, compresa la fissazione di modalità e onorari;
  • Costituzione di eventuali Comitati/Tavoli tecnico scientifici per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo si riunisce con preavviso di 10 giorni ogni qualvolta il Presidente e/o l’Ufficio di Presidenza lo ritengano necessario o su richiesta di un terzo dei suoi membri.

Il luogo della riunione può essere diverso dalla sede dell’Associazione.

ARTICOLO 10

Il Presidente ed i Vice Presidenti durano in carica 5 anni e sono eletti dal Consiglio Direttivo. Insieme al Revisore dei Conti ed al Direttore, per la sola competenza tecnica, costituiscono l’Ufficio di Presidenza che si riunisce a richiesta dei singoli membri.

Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione anche nei confronti di terzi. Egli convoca e presiede l’Assemblea dei Soci, il Consiglio Direttivo e l’Ufficio di Presidenza, ne esegue le deliberazioni, firma i contratti, le convenzioni e tutti gli atti ufficiali dell’Associazione, amministra e gestisce i conti bancari e postali intestati all’Associazione.

I Vice Presidenti coadiuvano il Presidente e lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento; possono ricevere dal Presidente delega di firma e di rappresentanza.

ARTICOLO 11

Il Revisore dei Conti è un membro effettivo che può essere scelto anche al di fuori dei Soci e viene eletto dall’Assemblea.

Assolve insindacabilmente alle funzioni peculiari previste dalle leggi vigenti.

Trasmette al Consiglio Direttivo la relazione annuale sulla gestione amministrativa dell’Associazione; relaziona all’Assemblea in occasione dell’approvazione del Bilancio Consuntivo e Preventivo.

ARTICOLO 12

I membri dell’Assemblea dei Soci restano in carica sino a quando ricoprono la carica per cui fanno parte dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo dura in carica 5 anni:

Il Presidente dura in carica 5 anni.

I Vice Presidenti e l’Ufficio di Presidenza durano in carica 5 anni.

I componenti degli Organi Elettivi sono rieleggibili.

La decadenza di un componente è deliberata dall’Assemblea e richiede la presenza della maggioranza assoluta dei Soci.

I componenti che per qualsiasi motivo cessino dalla carica sono sostituiti con deliberazione dell’Assemblea e rimangono in carica fino alla scadenza degli Organi relativi.

ARTICOLO 13

Tutti gli incarichi degli Organi Elettivi sono gratuiti; nel regolamento dell’Associazione sarà stabilita la misura del rimborso delle spese sostenute dagli eletti nello svolgimento delle proprie funzioni associative.

ARTICOLO 14

Il Consiglio Direttivo si avvale di un Direttore che può essere supportato da figure tecniche e ne fissa il compenso lordo annuo.

Il regolamento ne fissa altresì tempi, durata, compiti, funzioni, obiettivi.

Per tale incarico verranno utilizzate le competenze e le professionalità esistenti all’interno degli Enti associati, o scegliendo, se disponibili, tra coloro che in passato hanno ricoperto incarichi direttivi nell’Associazione, o persone di provata capacità professionale.

Il Direttore opera presso l’Ente associato che esprime il Presidente utilizzando gli strumenti tecnici messi a disposizione dall’Ente.

Il Direttore, per l’attuazione del programma annuale e pluriennale deliberato dall’Assemblea o per programmi specifici, si può avvalere di un Tavolo Tecnico composto da un rappresentante individuato tra i Soci di ciascuna Regione aderente all’Associazione, scelto per le competenze e professionalità utili a fornire, per l’attuazione del programma di lavoro, elaborati di progettazione che tengano conto anche delle peculiarità di ciascun territorio associato.

ARTICOLO 15

Per l’attuazione dello Statuto si provvederà alla stesura di un Regolamento attuativo approvato dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea dei Soci.

Art. 1 Finalità del regolamento

Il presente regolamento ha lo scopo di fissare norme interpretative e attuative dello Statuto dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo come previsto dall’art.15 dello Statuto stesso, approvato in ultima modifica, dall’Assemblea Ordinaria tenutasi a Sant’Angelo in Vado il 28 aprile 2018.

Art. 2 Sede legale e operativa

La Sede Legale è fissata presso il Comune di Alba (CN). La Sede Operativa è istituita presso l’Ente che esprime il Presidente e si compone di uno spazio ufficio e dei supporti tecnologici necessari per lo svolgimento delle normali attività di funzionamento.

Art. 3 Sedi decentrate

Qualora una o due regioni confinanti si trovassero ad avere un numero di soci complessivo che costituisca più di un terzo di tutti i soci, il Consiglio Direttivo può esaminare la possibilità di istituire una Sede operativa di coordinamento presso uno di tali Enti associati e le spese di gestione saranno a carico degli Enti stessi.

Art. 4 Utilizzo del Marchio

I Soci sono autorizzati ad utilizzare del Marchio dell’Associazione per fini istituzionali e promozionali, per iniziative che rientrano nelle finalità dell’Associazione, come elencate nell’art.2 dello Statuto. L’uso del marchio è invece vietato ai privati o per scopi puramente commerciali. Tuttavia il Consiglio Direttivo può autorizzare, di volta in volta, Associazioni, privati e altri organismi che intendessero promuovere iniziative riconducibili alle finalità dell’Associazione come individuate dall’art.2 dello Statuto o che siano promosse d’intesa o con il patrocinio dell’Associazione o di uno o più Soci ad essa aderenti.

Art. 5 I Soci

Gli Enti previsti dall’art.4 dello Statuto che ritengano di avere i requisiti per far parte dell’Associazione possono fare domanda di adesione al Presidente indicando i requisiti e le motivazioni della stessa.

Il Consiglio Direttivo entro 3 mesi dal ricevimento della domanda, esamina la stessa ed esprime parere favorevole o contrario o può richiedere elementi integrativi. L’Ente richiedente, avuto il parere favorevole del Consiglio Direttivo, deve adottare la deliberazione consiliare di adesione con l’accettazione dello Statuto e del Regolamento e l’impegno finanziario al versamento della quota di iscrizione e della quota sociale dell’anno in corso, se l’adesione avviene nel primo semestre, o per l’anno successivo, se tale adesione avviene nel secondo semestre dell’anno. Compiute tali formalità, l’accettazione della domanda sarà formalizzata dall’Assemblea generale nella prima riunione utile.

I Soci possono recedere dall’Associazione dandone comunicazione, a mezzo di posta ufficiale anche e-mail con allegata la Delibera Consiliare di recesso, al Presidente, entro il 30 giugno di ogni anno, per l’anno successivo, fermi restando gli impegni finanziari dell’anno in corso.

Art. 6 Inadempienza dei Soci

I soci che per due anni consecutivi non versano nel primo semestre del terzo anno le quote sociali vengono ufficialmente richiamati dal Presidente ai loro adempimenti, che dovranno essere ottemperati entro il 31 dicembre, assieme al versamento della quota per l’anno in corso.

Se risulteranno ancora inadempienti saranno, dalla prima Assemblea Ordinaria utile, dichiarati decaduti. Tale decadenza non cancella gli obblighi assunti e l’Associazione potrà agire con ogni mezzo, anche legale, per il recupero del credito.

Art. 7 Assemblea dei Soci

La convocazione dell’Assemblea Ordinaria e Straordinaria dei Soci deve giungere alla sede legale degli enti associati almeno dieci giorni antecedenti la data di convocazione stessa, a mezzo di posta ufficiale anche e-mail, con l’indicazione dell’Ordine del giorno.

Eventuali relazioni illustrative degli argomenti in discussione possono essere trasmessi a mezzo di posta ufficiale anche e- mail, o consegnati prima dell’Assemblea.

La richiesta di convocazione dell’Assemblea da parte di almeno un terzo dei Soci deve essere soddisfatta entro 45 giorni dal ricevimento da parte del Presidente.

Art.8 Compensi e rimborsi

Le cariche elettive in seno all’Associazione non prevedono compensi. Le spese di partecipazione alle Assemblee, alle riunioni del Direttivo e dell’Ufficio di Presidenza o ad altri incontri di lavoro, sono a carico dell’Ente di appartenenza.

I componenti del Consiglio Direttivo e dell’Ufficio di Presidenza hanno diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e nella misura fissata dall’ordinamento Comunale, quando esplicano attività nell’interesse dell’Associazione e non già per l’Ente di appartenenza.

I componenti il Tavolo Tecnico per la rappresentanza regionale, come da art.14 dello Statuto, hanno diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e nella misura fissata dall’ordinamento Comunale dall’Ente di appartenenza e, dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo, quando esplicano attività nell’interesse della stessa.

Art.9 Il Direttore – Nomina e competenze

Il Consiglio Direttivo nomina il Direttore dell’Associazione nell’ambito dell’art. 14 dello Statuto.

La nomina può essere fatta per un periodo minimo di un anno o per un periodo superiore ma comunque non oltre la durata in carica del Consiglio Direttivo che lo ha nominato. Con il rinnovo del Consiglio Direttivo l’incarico può essere rinnovato, fissandone compensi e attività nell’ambito del Regolamento.

Il Consiglio Direttivo fissa anche il compenso annuale e le modalità di pagamento, tenendo conto che il 60% di tale compenso sarà erogato come rimborso spese fissato forfetariamente e il 40% quale compenso professionale a presentazione di regolare fattura di consulenza.

Art.10 Compiti del Direttore

Il Direttore coadiuva il Presidente nella conduzione dell’Associazione, collabora con l’Ufficio di Presidenza e il Consiglio Direttivo e attua le direttive stabilite dagli organi dell’Associazione.

Svolge ruolo di stimolo per i lavori del Tavolo Tecnico ne coordina i lavori e ne attua le disposizioni.

Tiene i rapporti ed i contatti con gli associati e, quando richiesto, collabora alle loro iniziative, concordandone tempi, modi e compensi.

Cura la segreteria dell’Associazione, la contabilità economica, predispone d’intesa con il Consiglio Direttivo il Bilancio Preventivo e Consuntivo, cura le convocazioni degli organi dell’Associazione, ne cura i verbali e la trasmissione agli associati.

Tiene assieme al Presidente i contatti con Province, Regioni e i loro Assessorati competenti circa le finalità e le iniziative dell’Associazione, oltre che con tutti i soggetti eventualmente coinvolti nelle attività associative.

 


Marchio di qualità “Amico del Tartufo”

Disciplinare

ART. 1 DENOMINAZIONE

Il presente disciplinare definisce i requisiti di qualificazione al fine di attribuire il Marchio di Qualità “Amico del Tartufo” di seguito definito marchio.

Il marchio è attribuito esclusivamente ai ristoratori che hanno ottenuto la licenza commerciale a seguito di rilascio con formale atto di uno dei comuni aderenti all’Associazione Nazionale Città del Tartufo (A.N.C.T.).

Un Organismo di controllo territoriale specificamente costituito effettuerà delle verifiche periodiche di sorveglianza, di norma annuali, degli esercizi che hanno ottenuto il marchio che, in base all’esito, potranno determinare la conferma/revoca del medesimo.

La revoca del marchio è di competenza dell’A.N.C.T. sentito il parere dell’organo di controllo che provvederà con apposito atto formale.

Il Regolamento d’uso del marchio approvato dagli organi competenti dell’A.N.C.T.stabilisce la procedura di rilascio e revoca del marchio.

 

ART. 2 TERRITORIO

Il marchio è rilasciato esclusivamente a ristoratori i cui esercizi commerciali sono posti nel territorio amministrativo dei Comuni, delle Province o delle Regioni Associate all’A.N.C.T. . L’associazione si riserva di accogliere eventuali richieste provenienti da fuori detto territorio con provvedimento motivato in base ai requisiti del ristoratore richiedente.

 

ART. 3 REQUISITI GENERALI

3.1 Sistema di autocontrollo HACCP:

La sicurezza igienica delle preparazioni alimentari del Ristorante deve essere garantita dall’adozione di un Piano HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point) sistematico e sostanziale basato sui principi del Codex Alimentarius (Food Hygiene Basic Texts, ISBN 92-5-104021-4/1997) e che rifletta l’effettiva operatività dell’esercizio.

3.2. Organizzazione del ristorante ai fini della relazione con il cliente.

Il Ristorante deve avere un’organizzazione che garantisca la chiarezza dei ruoli all’interno del locale, identificando chiaramente il personale addetto alla relazione con il cliente.

3.2.1 Nel ristorante deve essere chiaramente identificato il responsabile della gestione ed il responsabile di sala se diverso.

3.2.2 Il personale deve conoscere il proprio ruolo e le mansioni a lui affidate.

3.2.3. Deve essere presente ed identificabile una persona che sia in grado di suggerire i possibili abbinamenti fra pietanze e vini.

3.3. Ambiente e strutture del Ristorante

3.3.1. L’ambiente deve risultare accogliente e lo stile complessivo deve essere armonico. Il locale e gli arredi devono essere puliti ed in buono stato di conservazione;

3.3.2. I tavoli devono essere distanziati in modo da consentire facili passaggi.

3.3.3 I bicchieri devono essere di vetro o cristallo ed adeguati al tipo di bevanda servita. La posateria deve essere almeno in acciaio inox ed adeguata al tipo di piatto servito. Non sono ammesse stoviglie, bicchieri e posate in materiale plastico.

 

Art. 4 REQUISITI SULLE CARATTERISTICHE DEGLI ALIMENTI E SULLA LORO PREPARAZIONE

4.1 Prodotti utilizzabili

4.1.1 Le materie prime e i prodotti utilizzati nella realizzazione dei piatti devono essere di provenienza italiana dando comunque preferenza ai prodotti cardine della cucina italiana (pasta, polenta, riso, frutta fresca, ortaggi freschi, olio di oliva, vino, conserve vegetali, carni lavorate, formaggi, caffè, dolci, ecc.) e ai prodotti locali tipici di ogni Comune, Provincia o Regione associatI alla A.N.C.T. .

4.1.2 Costituisce motivo di esclusione dall’assegnazione del Marchio di qualità, o revoca di quello precedentemente assegnato, l’utilizzo di prodotti, relativamente al tartufo, di sintesi.

4.2 Olio di oliva

4.2.1 “Carrello degli Oli”

Deve essere presente in sala un “Carrello degli oli extravergini” per il condimento a crudo.

4.3 Lista delle vivande e dei vini

4.3.1 I piatti nella lista delle vivande devono essere scritti in una lingua straniera corretta e le componenti caratteristiche devono essere indicate per esteso.

4.3.2 Devono essere presenti almeno tre prodotti tipici locali.

4.3.3 Sia per il tartufo bianco che per gli altri tartufi freschi deve essere riportata la corretta indicazione di provenienza sulla lista delle vivande nonché il tipo (bianco pregiato, nero, scorzone, bianchetto ecc.)

4.4 Personale

4.4.1 Il personale addetto alla relazione con il cliente, addestrato sui requisiti richiesti dal Marchio di qualità, è in grado di descrivere al cliente le caratteristiche delle varie portate, anche attraverso l’eventuale consegna di materiale illustrativo enogastronomico e turistico.

(4.4.2 Deve essere presente almeno una persona in grado di parlare una lingua straniera.) Da inserire eventualmente nel disciplinare del territorio.

4.5 Presentazione dei prodotti tipici

4.5.1 Entro tre mesi dall’assegnazione del marchio il ristoratore dovrà predisporre un angolo espositivo dedicato ai prodotti tipici locali di cui ai punti precedenti, accompagnati da materiale informativo ed illustrativo prodotto, sia direttamente che per altro tramite.

 

Art. 5 REQUISITI DI RISULTATO

5.1 Risultati del Ristorante

5.1.1 I dati complessivi disponibili devono dimostrare una tendenza verso un mantenimento o un miglioramento nel tempo del livello competitivo raggiunto dalla struttura di ristorazione.

5.1.2 Il Ristoratore è impegnato a promuovere la cultura della cucina italiana e più nello specifico di quella tipica locale anche attraverso attività promozionali, divulgative ed formative.

 

Art. 6 CONTROLLI

Il controllo sulla conformità al disciplinare è svolto dallo specifico Organismo di controllo con le modalità indicato nel Regolamento d’uso del marchio.

 

Regolamento d’uso

Art. 1 Oggetto del regolamento

Il presente regolamento definisce le condizioni e le modalità per il rilascio del marchio “Amico del Tartufo”.

Il marchio è di proprietà dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo (da ora in poi A.N.C.T.), che sorveglia sul corretto uso dello stesso, avvalendosi delle verifiche degli  organismi di controllo territoriali.

 

Art.2 Definizioni

Ristoratore: impresa singola o associata interessata alla concessione del marchio;

Marchio: Il logo del marchio, è costituito da una mano stilizzata che sorregge un tartufo, in colore arancio, al di sopra della scritta “Amico del Tartufo” in colore nero e arancio. Al di sopra e al di sotto del contorno, di colore arancio, compaiono in nero e a vari caratteri le diciture: “Riconosciuti dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo”.

Licenza d’uso del marchio: atto mediante il quale viene concesso il diritto d’uso del marchio al ristoratore;

Licenziante: A.N.C.T. come soggetto che concede il diritto d’uso del marchio al ristoratore;

Licenziatario: impresa che ha ottenuto la licenza d’uso del marchio;

Disciplinare: documento che definisce i requisiti di conformità del prodotto oggetto di controllo;

Rapporto di conformità: documento mediante il quale l’Organismo di controllo dichiara, sulla base dei controlli effettuati, la conformità al disciplinare;

Organismo di controllo: soggetto incaricato di effettuare i controlli sulla corrispondenza al disciplinare e a quanto dichiarato in sede di richiesta dall’interessato; è costituito da minimo  tre rappresentanti nominati dall’Ente associato.

 

Art. 3 Requisiti richiesti

I requisiti che il ristoratore deve possedere per ottenere la licenza d’uso del marchio sono:

  • essere iscritto al Registro Imprese della CCIAA;
  • svolgere attività di ristorazione in uno dei Comuni, Provincie o Regioni aderenti alla A.N.C.T . La A.N.C.T si riserva di accogliere eventuali richieste avanzate da ristoratori operanti al di fuori di detto territorio;
  • aver superato positivamente i controlli effettuati dall’Organismo di controllo e aver ottenuto da questi il rapporto di conformità.

 

Art. 4 Modalità di richiesta del marchio e istruttoria

Il Ristoratore interessato ad ottenere la licenza d’uso del marchio deve presentare alla A.N.C.T tramite l’ente locale competente, domanda sull’apposito modulo di richiesta di licenza d’uso del Marchio.

La domanda è corredata con i dati anagrafici aziendali e comprende dichiarazioni relative a:

  • iscrizione al Registro Imprese della CCIAA;
  • libero esercizio dei propri diritti, non essendo in stato di liquidazione, di fallimento o di concordato preventivo;
  • assoggettamento al regime dei controlli con disponibilità ad almeno una verifica annuale gratuita da parte dei  componenti l’apposito Organismo di controllo;
  • consentire alla A.N.C.T e agli Enti Soci l’inserimento dell’azienda in elenchi da divulgare sul proprio sito web o su materiale promozionale;
  • utilizzo dei prodotti di cui all’art. 6.

La A.N.C.T tramite l’Ente locale competente:

  1. verifica la completezza e congruità della documentazione presentata;
  2. si riserva di organizzare le visite presso il ristorante richiedente da parte dei membri dell’Organismo di controllo;
  3. comunica al richiedente gli esiti dell’istruttoria la quale, in caso positivo, riporterà la classificazione attribuita in base al successivo art. 5.

Gli esiti dell’istruttoria verranno comunicati al Ristoratore interessati entro 120 (centoventi giorni) dal ricevimento della domanda da parte del protocollo degli Enti territoriali competenti.; tale termine potrà essere interrotto nel caso di eventuali carenze documentali .

La classificazione verrà attribuita sulla base dei dati contenuti nella dichiarazione allegata alla domanda e degli esiti dell’istruttoria condotta dall’Organismo di controllo territoriale.

La comunicazione, in caso di reiezione della domanda, dovrà contenere l’indicazione dei motivi che l’hanno determinata.

 

Art. 5 Divieti e obblighi

E’ fatto divieto a chiunque voglia aderire al marchio di qualità di utilizzare, nella preparazione di vivande, prodotti chimici all’aroma di tartufo.

E’ parimenti fatto obbligo di esporre con chiarezza la tipologia e la provenienza del tartufo su ogni piatto riportato nella carta del ristorante.

 

Art. 6 Classificazione

Il marchio attribuisce al Ristoratore una classificazione per il proprio locale definita da uno a quattro tartufi.

La classificazione è attribuita sulla base dei prodotti utilizzati come risultante dalla dichiarazione di cui all’articolo 4 secondo i seguenti punteggi (solo una possibilità di scelta):

 

  1. A) Sezione uno/provenienza del tartufo fresco

A1) Solo uso di tartufo locale (vedi denominazioni varie)                                                                 punti     5

A2) Uso di tartufo locale (vedi denominazioni varie) e di altre zone della Regione                     punti     4

A3) Uso di tartufo locale (vedi denominazioni varie),  regionale e altre zone d’Italia                 punti     3

A4) Uso di tartufo proveniente da zone della regionale e da altre del territorio Italiano            punti     2

A5) Uso di tartufo nazionale ed estero                                                                                                   punti     1

 

  1. B) Sezione due/provenienza del tartufo fresco trasformato

B1) Solo uso di tartufo locale (vedi denominazioni varie)                                                                 punti     5

B2) Uso di tartufo locale (vedi denominazioni varie) e di altre zone della Regione                    punti     4

B3) Uso di tartufo locale (vedi denominazioni varie),  regionale e altre zone d’Italia                punti     3

B4) Uso di tartufo proveniente da zone della regionale e da altre del territorio Italiano           punti     2

B5) Uso di tartufo nazionale ed estero                                                                                                  punti     1

                                

  1. C) Sezione tre/Altri requisiti del Ristoratore

C1) Docenza in attività di formazione attinenti al tartufo (almeno tre)                                       punti    5

C2) Partecipazione ad attività formative attinenti al tartufo (almeno una)                                punti   3

C3) Abilitazione alla raccolta del tartufo                                                                                            punti    2

 

  1. D) Sezione quattro/portate a base di tartufo proposte nel menu

D1) Tre o più portate                                                                                                                             punti    3

D2) Due portate                                                                                                                                     punti   2

D3) Una portata                                                                                                                                     punti    1

 

I punteggi variano dal minimo di 3 (tre) al massimo di 18 (diciotto)

 

La classificazione viene attribuita:

  • Da   3        a            6        punti    1 tartufo
  • Da   7        a          10        punti   2 tartufi
  • Da 11        a          14        punti   3 tartufi
  • Da 15        a          18        punti   4 tartufi

 

Art. 7 Licenza d’uso del marchio

Il marchio è di proprietà della A.N.C.T. che ne concede l’uso gratuito ai ristoratori alla condizione che le verifiche dell’Organismo di Controllo territoriale abbiano dato esito positivo.

Il documento di concessione dell’uso del marchio è la licenza d’uso del marchio.

La licenza d’uso del marchio contiene i dati anagrafici del licenziatario, il numero identificativo e progressivo dello stesso, la data di rilascio e di scadenza della licenza d’uso, il punteggio di cui all’art. 5, nonché le condizioni alle quali l’uso del marchio viene concesso.

Il Ristoratore che ha ottenuto la licenza d’uso del marchio viene iscritto in uno speciale elenco dei licenziatari del marchio tenuto presso la A.N.C.T. e aperto alla consultazione pubblica. Tale elenco viene continuamente aggiornato con inserimenti e/o cancellazioni.

La licenza d’uso e i diritti che ne derivano non sono trasmissibili.

 

Art. 8 Modalità di espletamento dei controlli

I controlli sono svolti dai tre rappresentanti dell’apposito Organismo territoriale con cadenza in genere annuale per azienda, sulla base di un apposito piano o quando ritenuto più opportuno.

Il numero dei controlli può essere incrementato sulla base di esigenze motivate.

Il controllo consiste in verifiche, di cui almeno una gratuita per l’Organismo secondo la dichiarazione di cui all’art. 4, ai fini del rispetto di quanto dichiarato in domanda e secondo quanto definito dal Disciplinare.

Le verifiche potranno essere sia di tipo documentale che qualitativo.

L’esito sarà considerato:

  1. positivo;
  2. negativo.

Gli esiti delle verifiche effettuate sono evidenziati nel Rapporto di conformità, che oltre alla valutazione positiva o negativa, potrà anche contenere una proposta di azioni correttive, nonché la possibilità di eseguire ulteriori prove o ispezioni in momenti successivi.

Il Ristoratore, nel caso in cui non accetti le conclusioni del Rapporto di conformità, potrà ricorrere secondo le modalità previste dall’art. 17 del presente regolamento.

 

Art. 9 Durata e rinnovo della licenza d’uso del marchio

La durata di validità della licenza d’uso del marchio è di tre anni e si intende tacitamente rinnovata se la A.N.C.T. non ne dispone la sospensione, la modifica o la revoca ai sensi del presente regolamento oppure se il Ristoratore non provvede a inoltrare rinuncia almeno novanta giorni prima della scadenza.

 

Art. 10 Diritti e doveri del licenziatario

Con la licenza d’uso il licenziatario acquisisce il diritto all’utilizzo del marchio di proprietà della A.N.C.T.  nelle forme e nei limiti indicati nel presente articolo.

Il marchio è gratuito e consente l’inserimento in specifici elenchi predisposti dalla A.N.C.T.  da pubblicare sul proprio sito web e su materiale promozionale.

Inoltre, il licenziatario assume l’obbligo di:

  1. osservare fedelmente quanto prescritto nel disciplinare;
  2. assoggettarsi alle verifiche dell’Organismo di controllo territoriale, consentendo il libero accesso nei locali ai componenti, garantendo ogni assistenza durante le visite e fornendo loro ogni informazione utile per l’espletamento dell’incarico;
  3. mantenere inalterate tutte le condizioni che hanno permesso il rilascio della licenza d’uso del marchio;
  4. utilizzare il marchio esclusivamente per l’esercizio al quale è stata rilasciata la licenza d’uso;
  5. utilizzare il marchio nella sua interezza e senza modifiche, rispettandone le forme, anche dimensionali, che lo rendano immediatamente distinguibile, nonché i colori e le proporzioni;
  6. utilizzare il marchio esclusivamente su carta intestata, materiale promozionale o pubblicitario e pubblicazioni pertinenti o riferibili all’esercizio;
  7. non compiere alcun atto o omissione che possa danneggiare o, comunque, ledere la reputazione del marchio;
  8. non utilizzare il marchio se la licenza d’uso è stata oggetto di revoca, rinuncia o sospensione;
  9. divulgare nel proprio locale materiale promozionale, costituito da depliant, poster, opuscoli, manifesti, pubblicazioni, e quant’altro, relativo a manifestazioni sul tartufo e sui prodotti tipici locali.
  10. non utilizzare o registrare simboli identici o simili al marchio o comunque che si ispirino allo stesso

 

Art. 11 Modifiche al disciplinare d’uso

I licenziatari, singolarmente o collettivamente, nonché tramite le loro organizzazioni di rappresentanza, possono richiedere alla A.N.C.T. modifiche del regolamento o del disciplinare d’uso.

La A.N.C.T., riconosciuta la fondatezza e congruità delle motivazioni addotte, potrà al riguardo provvedere direttamente o avvalendosi di esperti della materia.

Le modifiche verranno comunicate a tutti i licenziatari entro un mese dalla loro approvazione a seguito di uno specifico atto.

Nella comunicazione dovrà essere contenuto l’invito ad uniformarsi alle nuove prescrizioni, entro un termine di volta in volta fissato in considerazione dell’entità delle modifiche apportate.

E’ facoltà del licenziatario non accettare le variazioni e rinunciare pertanto alla licenza d’uso.

 

Art. 12 Non conformità e sanzioni

Le non conformità riscontrate nel Rapporto di conformità possono essere:

– lievi quando non pregiudicano l’immagine del marchio;

– gravi quando sono tali da pregiudicare l’immagine del marchio.

A fronte delle non conformità sopra descritte la A.N.C.T. può applicare le seguenti sanzioni ai licenziatari responsabili:

  • verbale di ammonizione per non conformità lievi;
  • sospensione;
  • revoca del marchio.

Le determinazioni  contenenti le sanzioni e le relative motivazioni vengono comunicate ai licenziatari interessati con lettera raccomandata, fax o altro mezzo equivalente.

La sospensione e la revoca devono essere annotate nell’elenco dei licenziatari.

 

Art. 13 Verbale di ammonizione

Il verbale di ammonizione è la sanzione applicabile a fronte di non conformità lievi.

 

Art. 14 Sospensione

La sospensione è applicabile per un tempo determinato non superiore ad un anno a fronte di non conformità gravi.

La sospensione deve essere comunque applicata quando:

– sia stato constatato un uso improprio del marchio;

– il ristoratore abbia rifiutato senza giustificato motivo la visita dei componenti l’Organismo di controllo;

– sia stato assunto un provvedimento cautelativo da parte dell’Autorità giudiziaria;

– non sia stata corretta nei tempi indicati una non conformità riscontrata;

– siano state riscontrate delle non conformità tali da pregiudicare l’immagine del marchio.

La sospensione e la relativa motivazione vengono comunicate dalla A.N.C.T. al licenziatario con lettera raccomandata o mezzo equivalente, nella quale è indicato il periodo e le condizioni alle quali può essere annullata. La sospensione può essere comunque annullata quando la A.N.C.T. abbia accertato l’adempimento delle condizioni richieste.

La sospensione può essere applicata anche su richiesta motivata del ristoratore.

In questo caso, la A.N.C.T., preso atto della richiesta, comunica la sospensione per un periodo determinato con lettera raccomandata o con mezzi equivalenti.

L’annullamento della sospensione deve essere annotato nell’elenco dei licenziatari.

 

Art. 15 Revoca

La revoca del marchio è disposta nei seguenti casi:

– frequenti e reiterate non conformità gravi;

– fallimento o cessazione dell’attività dell’operatore;

– utilizzo del marchio in termini illegali o fraudolenti;

– contravvenzione alla prescrizione dell’art. 10, lettera h).

La revoca comporta la cancellazione dall’elenco dei licenziatari almeno per due anni.

 

Art. 16 Rinuncia

Il licenziatario può rinunciare alla licenza d’uso del marchio allo scadere della sua durata di validità oppure quando non intenda accettare eventuali variazioni:

– del disciplinare;

– del presente regolamento.

La comunicazione della rinuncia deve essere inviata alla A.N.C.T, entro trenta giorni dalla notifica delle suddette variazioni.

La rinuncia diventa operativa dopo 90 (novanta) giorni dalla data in cui il licenziatario ne ha dato comunicazione ai soggetti sopra indicati.

A seguito di rinuncia, cessa ogni diritto all’utilizzo del marchio e l’interessato viene cancellato dall’elenco dei licenziatari.

 

Art. 17 Ricorsi

Il licenziatario può fare ricorso contro le decisioni assunte dalla A.N.C.T., esponendo le motivazioni del dissenso a mezzo raccomandata o mezzo equivalente entro trenta giorni dalla notifica della decisione.

La A.N.C.T.  ha l’obbligo di trattare il ricorso entro novanta giorni dal suo ricevimento.

Le eventuali controversie circa l’interpretazione e l’applicazione del presente regolamento che non vengono definite in via amichevole vengono deferite ad un arbitro unico, da nominarsi in conformità al regolamento della Camera Arbitrale istituita presso la CCIAA territoriale, che le parti espressamente dichiarano di ben conoscere ed accettare integralmente, anche con riferimento alle modalità di designazione.

L’arbitro deciderà secondo equità, in via irrituale, regolando lo svolgimento del giudizio arbitrale nel modo che riterrà più opportuno, salvo in ogni caso il rispetto del predetto regolamento.

La decisione arbitrale viene fin d’ora riconosciuta dalle parti e sottoscritta come manifestazione della loro stessa volontà contrattuale.

 

Art. 18 Obbligo di riservatezza

Gli atti e le informazioni riguardanti il Ristoratore sono considerati riservati, salvo disposizioni di legge contrarie o autorizzazione scritta dell’operatore. A.N.C.T. e l’Organismo di controllo territoriale sono vincolati al segreto professionale.

 

Art. 19 Tutela del marchio

La tutela del marchio è affidata alla Licenziante, che ne cura le azioni all’interno dei territori in cui è valido il marchio anche attraverso monitoraggi annuali su banche dati.

Il Licenziatario si impegna a comunicare al Licenziante ogni iniziativa, evento, atto idonei alla contraffazione del marchio e lesivi del prestigio dello stesso o che comunque traggano in inganno il consumatore o l’acquirente, di cui venga  a conoscenza.

 

Fac-simile della domanda di concessione dell’uso del Marchio