Statuto e Regolamento

ARTICOLO 1

I seguenti Comuni: Alba, Sant’Angelo in Vado, San Miniato, Norcia, Castel di Casio, San Giovanni d’Asso, Sant’Agata Feltria e le seguenti Comunità Montane: Alto Tevere Umbro, Alto Molise, Alto Chiascio denominati soci fondatori, costituiscono l’Associazione Nazionale delle “ Città del Tartufo” con sede legale in Alba, presso il Palazzo Comunale, piazza Risorgimento n. 1.

All’Associazione hanno pure aderito il Comune di Asti e la Comunità Montana Alta Val Bormida.

Fanno anche parte dell’Associazione al momento dell’approvazione del rinnovato presente Statuto, avvenuto nell’Assemblea del 02 marzo 2002 a Gubbio, i Comuni di : Apecchio, Borgofranco sul Po, Leonessa, San Pietro Avellana, Savigno e le Comunità Montane: Catria e Nerone, Monte Peglia Selva di Meana, Appennino Modena Ovest, Monte Subasio. I Soci annessi successivamente alla data odierna saranno ogni anno elencati in un allegato al Bilancio di previsione.

L’Associazione potrà disporre anche di sedi e recapiti decentrati a livello regionale o interregionale in relazione allo sviluppo dell’attività ed alle esigenze organizzative.

ARTICOLO 2

L’Associazione ha i seguenti scopi:
a) valorizzare, in collaborazione con le Associazioni dei ricercatori di tartufi, le associazioni di commercianti di tartufi, gli enti pubblici territoriali ( Comuni o loro Consorzi, Province e regioni) gli Enti del Turismo, dei territori interessati, le associazioni agricole di categoria il tartufo italiano delle specie riconosciute per legge con particolare riguardo al Tuber Magnatum Pico ed al Tuber Melanosporum Vit.
b) Promuovere il ruolo che spetta agli Enti Locali nella valorizzazione e salvaguardia del territorio e dell’ambiente delle zone tartufigene particolarmente vocate sollecitando e favorendo l’emanazione di normative nazionali e regionali in materia.
c) Coordinare le singole manifestazioni promozionali e tecniche dedicate al tartufo consentendo la partecipazione ai Comuni associati con spazi adeguati. Favorire con la pubblicazione, la divulgazione di carte turistiche, guide, sussidi didattici, la conoscenza delle zone italiane produttrici di tartufo.
d) Promuovere manifestazioni collettive dei Comuni aderenti e Convegni tecnici per la conoscenza e la valorizzazione delle singole zone.
e) Operare per la individuazione, il riconoscimento e la promozione di marchi DOC del tartufo, per regioni, Province o zone particolari tenendone apposito registro.
f) Promuovere incontri tra le varie Associazioni di ricercatori, favorendo la costituzione di una federazione Nazionale, per dibattere i problemi e giungere alla proposta di norme comuni di raccolta e commercializzazione da presentare agli Enti Legislativi preposti.
g) Contribuire alla definizione della normativa fiscale legata alla raccolta e commercializzazione dei tartufi per giungere a norme chiare e definitive che valgano su tutto il territorio nazionale.
h) Favorire l’attività di ricerca sulle problematiche della produzione del tartufo in collaborazione con il CNR, il Centro Nazionale di Tartuficoltura di sant’Angelo in Vado, il Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, gli istituti Universitari e i Centri pubblici che varranno istituiti.
i) Favorire l’attività commerciale delle Cooperative di tartufai, anche con la costituzione di strutture commerciali di secondo grado.
l) Promuovere iniziative e o programmi di lavoro che favoriscono la tutela del consumatore,
sia su il tartufo fresco che su i prodotti derivati; coinvolgendo altri soggetti, pubblici e o privati, purchè perseguano dette finalità.

ARTICOLO 3

L’Associazione adotta un marchio registrato che potrà essere utilizzato dai Soci; l’uso e la riproduzione del marchio saranno sottoposti a controllo di legittimità da parte dell’Associazione stessa. L’uso non autorizzato o improprio del marchio sarà perseguito dall’associazione a termine di legge.

ARTICOLO 4

Possono far parte dell’Associazione i Comuni singoli, loro Associazioni, le Comunità Montane che ne fanno richiesta purchè abbiano, contemporaneamente, i seguenti requisiti:
a) svolgano manifestazioni promozionali denominate Fiere o Mostre del tartufo almeno con la qualifica di Fiera o Mostra regionale;
b) territori a produzione tartuficola oggettivamente riconosciuti;
c) un adeguato numero di cercatori in regola con le norme vigenti.
Inoltre gli associati si impegnano a promuovere iniziative durante le singole manifestazioni o nell’arco dell’anno, su il tartufo, con approfondimento di alcune tematiche quali: tutela dell’ambiente tartufigeno, carattere tecnico-scientifico, turistico gastronomico con l’abbinamento del tartufo e gli altri prodotti tipici locali.
Possono far parte dell’Associazione anche Province, Regioni e Camere di Commercio che ne facciano regolare richiesta.

ARTICOLO 5

Gli Associati sono tenuti al versamento di una quota di iscrizione “ una tantum” e di una quota annuale finalizzata a finanziare i programmi e le iniziative dell’Associazione. Tali quote saranno determinate dall’Assemblea dei soci, in proporzione al numero degli abitanti. Quote diverse saranno fissate per Comunità Montane, Province, Regioni, Camere di Commercio.

ARTICOLO 6

Organi dell’Associazione:
l’Assemblea dei soci
il Consiglio Direttivo
il Presidente
il Revisore dei Conti

ARTICOLO 7

L’Assemblea ordinaria dei Soci si riunisce almeno due volte all’anno, a rotazione nelle città associate, stabilita dal Consiglio Direttivo.
Le funzioni dell’Assemblea sono:
Elezione e rinnovo anche parziale del Consiglio Direttivo e del Collegio dei revisore dei Conti;
Approvazione del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo predisposto dal Consiglio direttivo;
Determinazione della misura delle quote di iscrizione e di quella annuale di finanziamento dell’attività
Approvazione del programma di attività annuale e poliennale e loro periodica verifica;
Approvazione e revisione del Regolamento per il funzionamento dell’Associazione;
Ammissione dei nuovi soci;
Deliberazione sulle proposte del Consiglio Direttivo e dei singoli soci:

L’Assemblea è valida in prima convocazione se sono presenti i rappresentanti della maggioranza dei soci, in seconda convocazione ( che può avere luogo nella stessa giornata, purchè inserita nell’avviso di convocazione) con la presenza di qualsiasi numero dei soci ( salvo che per la deliberazione delle quote); i soci possono delegare altri soci a rappresentarli in Assemblea, ogni socio può avere un massimo di due deleghe.
All’Assemblea partecipa il legale rappresentante dell’Ente associato o un suo delegato.
Le deliberazioni sono valide quando ottengono i voti della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

ARTICOLO 8

L’Assemblea straordinaria è convocata dal Presidente su deliberazione conforme del Consiglio Direttivo, ogni volta che questi ne riconosca la necessità e ogni volta che ne facciano richiesta per iscritto almeno un terzo dei soci.
Funzioni dell’Assemblea straordinaria
Deliberazioni su eventuali modifiche dello Statuto;
Deliberazioni su argomenti che vengano ad essa sottoposti dal Consiglio Direttivo;
Deliberazioni su argomenti per i quali un terzo dei Soci ne abbia richiesta la convocazione;
Deliberazione sull’eventuale scioglimento dell’Associazione

ARTICOLO 9

Il Consiglio Direttivo che dura in carica 5 anni, è composto da 15 membri compresi il Presidente e 2 Vice Presidenti.
Fa parte del Consiglio Direttivo il Revisore dei Conti con diritto di voto.
Qualora Enti privati, Fondazioni bancarie, Associazioni intendessero finanziare progetti dell’Associazione, potranno esprimere un proprio rappresentante in seno al Consiglio Direttivo con diritto di voto limitato alle decisioni adottate in merito al progetto stesso.
Il rinnovo avviene, di norma, successivamente allo svolgimento delle Elezioni amministrative generali.
Funzioni del Consiglio Direttivo:
Deliberazione sulla gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione entro i limiti del bilancio approvato dall’Assemblea;
Proposta di bilancio preventivo e bilancio consuntivo dell’Assemblea;
Espressione di un parere argomentato circa l’ammissibilità di nuovi soci e la decadenza di soci inadempienti o che realizzino iniziative in contrasto con gli scopi associativi;
Verifica semestrale circa lo svolgimento del programma approvato dall’Assemblea;
Gestione del personale;
Deliberazione su contratti, convenzioni, incarichi professionali necessari all’attuazione del programma, compresa la fissazione di modalità e onorari;
Costituzione di eventuali Comitati tecnico scientifici per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo si riunisce una volta ogni trimestre con preavviso di 10 giorni e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o su richiesta di un terzo dei suoi membri..
Il luogo della riunione può essere diverso dalla sede dell’Associazione.

ARTICOLO 10

Il Presidente ed i Vice Presidenti durano in carica 5 anni e sono eletti dal Consiglio Direttivo.
Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione anche nei confronti di terzi. Egli convoca e presiede l’Assemblea dei soci e il Consiglio Direttivo, ne esegue le deliberazioni, firma i contratti, le convenzioni e tutti gli atti ufficiali dell’associazione, la corrispondenza, gli ordini di pagamento e di riscossione, amministra e gestisce i conti bancari e postali intestati all’Associazione.
I Vice Presidenti coadiuvano il Presidente e lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento; possono ricevere dal Presidente delega di firma e di rappresentanza.

ARTICOLO 11

Il Revisore dei Conti è un membro effettivo che può essere scelto anche al di fuori dei Soci e viene eletto dall’Assemblea.
Assolve insidacabilmente alle funzioni peculiari previste dalle leggi vigenti.
Trasmette al Consiglio Direttivo la relazione annuale sulla gestione amministrativa dell’Associazione; relaziona all’Assemblea in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo.

ARTICOLO 12

I membri dell’Assemblea dei soci restano in carica sino a quando ricoprono la carica per cui fanno parte dell’Associazione.
Il Consiglio direttivo dura in carica 5 anni:
Il Presidente dura in carica 5 anni.
I Vice Presidenti durano in carica 5 anni.
I componenti degli organi elettivi sono rieleggibili.
La decadenza di un componente è deliberata dall’Assemblea e richiede la presenza della maggioranza assoluta dei soci.
I componenti che per qualsiasi motivo cessino dalla carica sono sostituiti con deliberazione dell’Assemblea e rimangono in carica fino alla scadenza degli organi relativi.

ARTICOLO 13

Tutti gli incarichi degli organi elettivi sono gratuiti; nel regolamento dell’Associazione sarà stabilita la misura del rimborso delle spese sostenute dagli eletti nello svolgimento delle proprie funzioni associative.

ARTICOLO 14

Il Consiglio Direttivo si avvale di un Direttore che può essere supportato da uno Staff tecnico, ne fissa il compenso lordo annuo.
Il regolamento ne fissa tempi, durata, compiti, funzioni, obiettivi.
Per tale incarico verranno utilizzate le competenze e le professionalità esistenti all’interno degli enti associati, o scegliendo, se disponibili, tra coloro che in passato hanno ricoperto incarichi direttivi nell’Associazione, o persone di provata capacità professionale.
Il Direttore opera presso l’Ente associato che esprime il Presidente utilizzando il personale e gli strumenti tecnici messi a disposizione dall’ente.

ARTICOLO 15

Per l’attuazione dello Statuto si provvederà alla stesura di un Regolamento attuativo approvato dal Consiglio Direttivo.

ART. 1 Finalità del regolamento

Il presente regolamento ha lo scopo di fissare norme interpretative e attuative dello Statuto dell’Associazione Nazionale Città del tartufo come previsto dall’art.15 dello statuto stesso, approvato dall’Assemblea generale tenutasi in Gubbio il 02 marzo 2002.

ART. 2 Sede legale e operativa

La sede legale è fissata presso il Comune di Alba, la sede operativa è istituita presso l’Ente che esprime il Presidente.

Per il funzionamento della sede operativa lEnte che esprime la presidenza si avvale della collaborazione del Direttore e mette a disposizione dell’Associazione la struttura ed il personale necessario.

Il Consiglio direttivo dell’Associazione può concordare con l’Ente, qualora se ne ravvisi la necessità, un rimborso forfettario annuo delle spese sostenute.

ART. 3 Sedi decentrate

Qualora una o due regioni confinanti si trovassero ad avere un numero di soci complessivo che costituisca più di un terzo di tutti i soci, il consiglio direttivo può esaminare la possibilità di istituire una sede operativa di coordinamento presso uno di tali enti associati e le spese di gestione saranno a carico degli enti stessi.

ART. 4 Utilizzo del Marchio

I soci sono autorizzati ad utilizzare il Marchio dell’Associazione per fini istituzionali e promozionali, per iniziative che rientrano nelle finalità dell’Associazione, come elencate nell’art.2 dello Statuto.

L’uso del marchio è invece vietato ai privati o per scopi puramente commerciali. Tuttavia il Consiglio Direttivo può autorizzare, di volta in volta, Associazioni, privati e altri organismi che intendessero promuovere iniziative riconducibili alle finalità dell’Associazione come individuate dall’art.2 dello Statuto o che siano promosse d’intesa o con il patrocinio dell’Associazione o di uno o più soci ad essa aderenti.

ART. 5 I Soci

Gli enti previsti dall’art.4 dello Statuto che ritengano di avere i requisiti per far parte dell’Associazione possono fare domanda di adesione al Presidente indicando i requisiti e le motivazioni della stessa. Il Consiglio Direttivo entro due mesi dal ricevimento della domanda, esamina la stessa ed esprime parere favorevole o contrario o può richiedere elementi integrativi.

L’Ente richiedente, avuto il parere favorevole del Consiglio direttivo, deve adottare la deliberazione di adesione con l’accettazione dello Statuto e l’impegno finanziario al versamento della quota di iscrizione e della quota sociale dell’anno in corso, se l’adesione avviene nel primo semestre, o per l’anno successivo, se tale adesione avviene nel secondo semestre dell’anno.
Compiute tali formalità, l’accettazione della domanda sarà formalizzata dall’Assemblea generale nella prima riunione utile.

I soci possono recedere dall’Associazione dandone comunicazione, con lettera raccomandata, al Presidente, entro il 30 giugno di ogni anno, per l’anno successivo, fermi restando gli impegni finanziari dell’anno in corso.

ART. 6 Inadempienza dei soci

I soci che per due anni consecutivi non versano nel primo semestre del terzo anno le quote sociali vengono ufficialmente richiamati dal Presidente ai loro adempimenti, che dovranno essere ottemperati entro il 31 dicembre, assieme al versamento della quota per l’anno in corso.

Se risulteranno ancora inadempienti saranno, dalla prima Assemblea generale utile, dichiarati decaduti.

Tale decadenza non cancella gli obblighi assunti e l’Associazione potrà agire con ogni mezzo per il recupero del credito.

ART. 7 Assemblea dei soci

La convocazione dell’Assemblea ordinaria e straordinaria dei soci deve giungere alla sede legale degli enti associati almeno dieci giorni antecedenti la data di convocazione stessa, via fax, con l’indicazione dell’ordine del giorno.

Eventuali relazioni illustrative degli argomenti in discussione vengono trasmessi per posta o consegnati prima dell’Assemblea.

La richiesta di convocazione dell’Assemblea da parte di almeno un terzo dei soci deve essere soddisfatta entro 45 giorni dal ricevimento da parte del Presidente.

ART.8 Compensi e rimborsi

Riconfermata la gratuità delle cariche in seno all’Associazione, le spese di partecipazione alle Assemblee, alle riunioni del Direttivo, alle Commissioni sono a carico dell’Ente di appartenenza.

I componenti del consiglio direttivo hanno diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e nella misura fissata dall’ordinamento Comunale, quando esplicano attività nell’interesse dell’Associazione e non già per l’ente di appartenenza.

ART.9 Il Direttore – Nomina e competenze

Il Consiglio direttivo nomina il Direttore dell’Associazione nell’ambito dell’art. 14 dello Statuto.

La nomina può essere fatta per un periodo minimo di un anno o per un periodo superiore ma comunque non oltre la durata in carica del Consiglio direttivo che lo ha nominato. Con il rinnovo del Consiglio direttivo l’incarico può essere rinnovato, fissandone compensi e attività nell’ambito del regolamento.

Il Consiglio direttivo fissa anche il compenso annuale e le modalità di pagamento, tenendo conto che il 60% di tale compenso sarà erogato come rimborso spese fissato forfetariamente e il 40% quale compenso professionale a presentazione di regolare fattura di consulenza.

ART.10 Compiti del Direttore

Il Direttore coadiuva il Presidente nella conduzione dell’Associazione, collabora con il Consiglio direttivo e attua le direttive stabilite dagli organi dell’Associazione.

Svolge ruolo di stimolo per i lavori delle commissioni, ne coordina i lavori e ne attua le disposizioni.

Tiene i rapporti ed i contatti con gli associati e, quando richiesto, collabora alle loro iniziative, concordandone tempi, modi e compensi.

Cura la segreteria dell’Associazione, la contabilità economica, predispone d’intesa con il Consiglio direttivo il Bilancio Preventivo e Consuntivo, cura le convocazioni degli organi dell’Associazione, ne cura i verbali e la trasmissione agli associati.

Tiene assieme al Presidente i contatti con Province, Regioni e i loro Assessorati competenti circa le finalità e le iniziative dell’associazione.

Il Direttore può essere affiancato da una segreteria tecnica composta da ex amministratori degli enti associati i quali avranno diritto al rimborso delle spese sostenute.