Statuto e Regolamento

ARTICOLO 1

I seguenti Comuni: Alba (CN), Sant’Angelo in Vado (PS), San Miniato (PI), Norcia (PG), Castel di Casio (BO), San Giovanni d’Asso (SI), Sant’Agata Feltria (PS) e le seguenti Comunità Montane: Alto Tevere Umbro (PG), Alto Molise (IS), Alto Chiascio (PG) denominati Soci fondatori, costituiscono a ottobre del 1990 l’Associazione Nazionale delle “Città del Tartufo” con sede legale in Alba (CN), presso il Palazzo Comunale, P.zza Risorgimento n. 1.

Ogni anno, in occasione dell’Assemblea Ordinaria, sarà aggiornato l’elenco dei Soci che ricomprenderà i nuovi ingressi.

L’Associazione potrà disporre anche di sedi e recapiti decentrati a livello regionale o interregionale in relazione allo sviluppo dell’attività ed alle esigenze organizzative.

ARTICOLO 2

L’Associazione ha i seguenti scopi:

  1. promuovere il ruolo che spetta agli Enti Locali nella valorizzazione e salvaguardia del territorio e dell’ambiente delle zone tartufigene sia di quelle produttive da conservare che di quelle in declino da migliorare, sollecitando e favorendo l’emanazione di normative nazionali e regionali in materia.
  2. promuovere azioni volte alla tutela del Tartufo di provenienza italiana per le sole specie di cui per Legge è riconosciuta la cavatura e la commercializzazione attraverso la collaborazione con gli Enti Pubblici Territoriali (Comuni o loro Consorzi, Province e Regioni), gli Istituti di Ricerca e Sperimentazione e i Centri Studi, gli Enti del Turismo,  le Associazioni Agricole di categoria e le Associazioni di Commercianti di Tartufo.
  3. organizzare e coordinare le manifestazioni promozionali dedicate al Tartufo consentendo la partecipazione agli Enti associati con spazi adeguati.
  4. promuovere le manifestazioni dei Comuni aderenti e i convegni tecnici per la conoscenza e la valorizzazione dei singoli territori.
  5. valorizzare, in collaborazione con le Associazioni dei cercatori di Tartufi e dei Tartuficoltori, le conoscenze e le pratiche tradizionali della cerca e cavatura del Tartufo attraverso studi, ricerche, inventariazioni, compilazione archivi, attività di formazione e promozione e di tutte quelle buone pratiche ed iniziative che, di volta in volta, saranno individuate come necessarie allo scopo.
  6. promuovere incontri tra le varie Associazioni di cercatori e cavatori e di coltivatori per dibattere i problemi del settore e giungere alla proposta di norme comuni di cavatura e commercializzazione da presentare agli Enti Legislativi preposti.
  7. favorire l’informazione e la formazione per la diffusione della “Cultura del Tartufo” con la pubblicazione di sussidi scolastici, studi tecnici, atti convegnistici, carte e mappe per la zonizzazione tartuficola, carte e guide ad uso turistico, ecc.
  8. favorire l’attività di ricerca scientifica per la soluzione delle problematiche legate alla produzione del Tartufo sia spontanea che coltivata, in collaborazione con il CNR, il Centro Sperimentale di Tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado, il Vivaio Forestale Regionale “Selva del Campo” di Campochiaro (CB), il Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, gli Istituti Universitari e i Centri pubblici già in essere e quelli che verranno istituiti.
  9. promuovere iniziative e/o programmi di lavoro che favoriscono la tutela del consumatore, sia per il consumo di Tartufo fresco che dei prodotti derivati coinvolgendo tutti i soggetti, pubblici e o privati, per il raggiungimento di dette finalità.
  10. operare per la individuazione, il riconoscimento e la promozione di marchi di qualità e/o di uso collettivo del Tartufo, per Regioni, Province o Aree vaste tenendone apposito registro.

ARTICOLO 3

L’Associazione adotta un marchio registrato che potrà essere utilizzato dai Soci; l’uso e la riproduzione del marchio saranno sottoposti a controllo di legittimità da parte dell’Associazione stessa. L’uso non autorizzato o improprio del marchio sarà perseguito dall’Associazione a termine di Legge.

ARTICOLO 4

Possono far parte dell’Associazione gli Enti Locali (Comuni, Province e Regioni), le Associazioni Istituzionali di Comuni (ex Comunità Montane, Unioni di Comuni, Parchi ed Aree Protette ecc.), e comunque tutti gli Enti Autonomi richiamati nell’Art.114 della Costituzione della Repubblica che ne fanno richiesta purché:

  1. siano territori a vocazione e produzione tartuficola oggettivamente riconosciuti;
  2. svolgano manifestazioni o eventi di vario genere a tutela, valorizzazione e promozione in ambito tematico;
  3. formino ed esprimano cercatori e cavatori di Tartufo in regola con le norme vigenti.

Possono far parte dell’Associazione le Camere di Commercio e i Centri Studi di Ricerca specializzati in materia di Tartufo, compresi quelli Universitari che ne facciano regolare richiesta.

Tutti gli Associati a diverso titolo si impegnano, comunque, a promuovere e/o collaborare all’organizzazione di iniziative volte all’approfondimento di  tematiche focali quali: tutela dell’ambiente tartufigeno e paesaggistico in generale,  ricerca tecnico-scientifica in materia di Tartufo e Tartuficoltura, sostegno e diffusione de la “Cultura del Tartufo” a garanzia della trasmissibilità, sviluppo turistico, valorizzazione della  gastronomia regionale e di innovazione attraverso l’impiego del Tartufo locale e degli altri prodotti tipici territoriali.

ARTICOLO 5

Gli Associati sono tenuti al versamento di una quota di iscrizione “una tantum” e di una quota annuale finalizzata a finanziare i programmi e le iniziative dell’Associazione. Tali quote saranno determinate dall’Assemblea dei Soci, in proporzione al numero degli abitanti per i Comuni. Quote diverse saranno fissate per le Associazioni Istituzionali di Comuni, Province, Regioni, Camere di Commercio. I Centri Universitari e/o di Ricerca, definiti Soci Tecnici, espletano il pagamento della quota associativa attraverso il lavoro di collaborazione diretta con l’Associazione per le finalità di cui all’art. 2.

ARTICOLO 6

Organi dell’Associazione:

  • l’Assemblea dei Soci
  • il Consiglio Direttivo
  • il Presidente
  • l’Ufficio di Presidenza
  • il Revisore dei Conti

ARTICOLO 7

L’Assemblea Ordinaria dei Soci si riunisce almeno una volta all’anno. La data ed il luogo è stabilito dal Consiglio Direttivo e/o dall’Ufficio di Presidenza, con logica di rotazione nelle città associate, secondo la disponibilità che ciascun Socio può fornire.

Le funzioni dell’Assemblea sono:

  • Elezione e rinnovo anche parziale del Consiglio Direttivo e del Revisore dei Conti;
  • Approvazione del bilancio di previsione e del bilancio consuntivo predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • Determinazione della misura delle quote di iscrizione e di quella annuale di finanziamento dell’attività;
  • Approvazione del programma di attività annuale e pluriennale e loro periodica verifica;
  • Approvazione e revisione dello Statuto e del Regolamento per il funzionamento dell’Associazione;
  • Ammissione dei nuovi Soci;
  • Deliberazione sulle proposte del Consiglio Direttivo e dei singoli Soci.

L’Assemblea è valida in prima convocazione se sono presenti i rappresentanti della maggioranza dei Soci, in seconda convocazione ( che può avere luogo nella stessa giornata, purché inserita nell’avviso di convocazione) con la presenza di qualsiasi numero dei Soci ( salvo che per la deliberazione delle quote); per la revisione dello Statuto e del Regolamento i Soci sono chiamati obbligatoriamente ad esprimere un parere sulla proposta, pur valendo il principio del silenzio assenso; i Soci possono delegare altri Soci a rappresentarli in Assemblea ed ogni Socio può avere un massimo di due deleghe.

All’Assemblea partecipa il legale rappresentante dell’Ente associato o un suo delegato.

Le deliberazioni sono valide quando ottengono i voti della maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

ARTICOLO 8

L’Assemblea straordinaria è convocata dal Presidente su deliberazione conforme del Consiglio Direttivo e/o dell’Ufficio di Presidenza, ogni volta che questi ne riconoscano la necessità e ogni volta che ne facciano richiesta per iscritto almeno un terzo dei soci.

Funzioni dell’Assemblea straordinaria

  • Deliberazioni su eventuali modifiche dello Statuto e del Regolamento;
  • Deliberazioni su argomenti che vengano ad essa sottoposti dal Consiglio Direttivo e/o dall’Ufficio di Presidenza;
  • Deliberazioni su argomenti per i quali un terzo dei Soci ne abbia richiesta la convocazione;
  • Deliberazione sull’eventuale scioglimento dell’Associazione.

ARTICOLO 9

Il Consiglio Direttivo che dura in carica 5 anni, è composto fino ad un massimo di 21 membri compresi il Presidente e 3 Vice Presidenti.

Fa parte del Consiglio Direttivo il Revisore dei Conti con diritto di voto.

Qualora Enti Privati, Fondazioni bancarie, Associazioni intendessero finanziare progetti delle Città del Tartufo, potranno far partecipare un proprio rappresentante in seno al Consiglio Direttivo con diritto di voto limitato alle decisioni adottate in merito al progetto stesso. Stesso principio varrà per i Centri Universitari e/o di Ricerca.

Il rinnovo avviene, di norma, successivamente allo svolgimento delle Elezioni amministrative generali.

Funzioni del Consiglio Direttivo:

  • Deliberazione sulla gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione entro i limiti del bilancio approvato dall’Assemblea;
  • Proposta di bilancio preventivo e bilancio consuntivo dell’Assemblea;
  • Espressione di un parere argomentato circa l’ammissibilità di nuovi Soci e la decadenza di Soci inadempienti o che realizzino iniziative in contrasto con gli scopi associativi;
  • Verifica semestrale circa lo svolgimento del programma approvato dall’Assemblea;
  • Gestione del personale;
  • Deliberazione su contratti, convenzioni, incarichi professionali necessari all’attuazione del programma, compresa la fissazione di modalità e onorari;
  • Costituzione di eventuali Comitati/Tavoli tecnico scientifici per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo si riunisce con preavviso di 10 giorni ogni qualvolta il Presidente e/o l’Ufficio di Presidenza lo ritengano necessario o su richiesta di un terzo dei suoi membri.

Il luogo della riunione può essere diverso dalla sede dell’Associazione.

ARTICOLO 10

Il Presidente ed i Vice Presidenti durano in carica 5 anni e sono eletti dal Consiglio Direttivo. Insieme al Revisore dei Conti ed al Direttore, per la sola competenza tecnica, costituiscono l’Ufficio di Presidenza che si riunisce a richiesta dei singoli membri.

Il Presidente è il legale rappresentante dell’Associazione anche nei confronti di terzi. Egli convoca e presiede l’Assemblea dei Soci, il Consiglio Direttivo e l’Ufficio di Presidenza, ne esegue le deliberazioni, firma i contratti, le convenzioni e tutti gli atti ufficiali dell’Associazione, amministra e gestisce i conti bancari e postali intestati all’Associazione.

I Vice Presidenti coadiuvano il Presidente e lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento; possono ricevere dal Presidente delega di firma e di rappresentanza.

ARTICOLO 11

Il Revisore dei Conti è un membro effettivo che può essere scelto anche al di fuori dei Soci e viene eletto dall’Assemblea.

Assolve insindacabilmente alle funzioni peculiari previste dalle leggi vigenti.

Trasmette al Consiglio Direttivo la relazione annuale sulla gestione amministrativa dell’Associazione; relaziona all’Assemblea in occasione dell’approvazione del Bilancio Consuntivo e Preventivo.

ARTICOLO 12

I membri dell’Assemblea dei Soci restano in carica sino a quando ricoprono la carica per cui fanno parte dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo dura in carica 5 anni:

Il Presidente dura in carica 5 anni.

I Vice Presidenti e l’Ufficio di Presidenza durano in carica 5 anni.

I componenti degli Organi Elettivi sono rieleggibili.

La decadenza di un componente è deliberata dall’Assemblea e richiede la presenza della maggioranza assoluta dei Soci.

I componenti che per qualsiasi motivo cessino dalla carica sono sostituiti con deliberazione dell’Assemblea e rimangono in carica fino alla scadenza degli Organi relativi.

ARTICOLO 13

Tutti gli incarichi degli Organi Elettivi sono gratuiti; nel regolamento dell’Associazione sarà stabilita la misura del rimborso delle spese sostenute dagli eletti nello svolgimento delle proprie funzioni associative.

ARTICOLO 14

Il Consiglio Direttivo si avvale di un Direttore che può essere supportato da figure tecniche e ne fissa il compenso lordo annuo.

Il regolamento ne fissa altresì tempi, durata, compiti, funzioni, obiettivi.

Per tale incarico verranno utilizzate le competenze e le professionalità esistenti all’interno degli Enti associati, o scegliendo, se disponibili, tra coloro che in passato hanno ricoperto incarichi direttivi nell’Associazione, o persone di provata capacità professionale.

Il Direttore opera presso l’Ente associato che esprime il Presidente utilizzando gli strumenti tecnici messi a disposizione dall’Ente.

Il Direttore, per l’attuazione del programma annuale e pluriennale deliberato dall’Assemblea o per programmi specifici, si può avvalere di un Tavolo Tecnico composto da un rappresentante individuato tra i Soci di ciascuna Regione aderente all’Associazione, scelto per le competenze e professionalità utili a fornire, per l’attuazione del programma di lavoro, elaborati di progettazione che tengano conto anche delle peculiarità di ciascun territorio associato.

ARTICOLO 15

Per l’attuazione dello Statuto si provvederà alla stesura di un Regolamento attuativo approvato dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea dei Soci.

Art. 1 Finalità del regolamento

Il presente regolamento ha lo scopo di fissare norme interpretative e attuative dello Statuto dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo come previsto dall’art.15 dello Statuto stesso, approvato in ultima modifica, dall’Assemblea Ordinaria tenutasi a Sant’Angelo in Vado il 28 aprile 2018.

Art. 2 Sede legale e operativa

La Sede Legale è fissata presso il Comune di Alba (CN). La Sede Operativa è istituita presso l’Ente che esprime il Presidente e si compone di uno spazio ufficio e dei supporti tecnologici necessari per lo svolgimento delle normali attività di funzionamento.

Art. 3 Sedi decentrate

Qualora una o due regioni confinanti si trovassero ad avere un numero di soci complessivo che costituisca più di un terzo di tutti i soci, il Consiglio Direttivo può esaminare la possibilità di istituire una Sede operativa di coordinamento presso uno di tali Enti associati e le spese di gestione saranno a carico degli Enti stessi.

Art. 4 Utilizzo del Marchio

I Soci sono autorizzati ad utilizzare del Marchio dell’Associazione per fini istituzionali e promozionali, per iniziative che rientrano nelle finalità dell’Associazione, come elencate nell’art.2 dello Statuto. L’uso del marchio è invece vietato ai privati o per scopi puramente commerciali. Tuttavia il Consiglio Direttivo può autorizzare, di volta in volta, Associazioni, privati e altri organismi che intendessero promuovere iniziative riconducibili alle finalità dell’Associazione come individuate dall’art.2 dello Statuto o che siano promosse d’intesa o con il patrocinio dell’Associazione o di uno o più Soci ad essa aderenti.

Art. 5 I Soci

Gli Enti previsti dall’art.4 dello Statuto che ritengano di avere i requisiti per far parte dell’Associazione possono fare domanda di adesione al Presidente indicando i requisiti e le motivazioni della stessa.

Il Consiglio Direttivo entro 3 mesi dal ricevimento della domanda, esamina la stessa ed esprime parere favorevole o contrario o può richiedere elementi integrativi. L’Ente richiedente, avuto il parere favorevole del Consiglio Direttivo, deve adottare la deliberazione consiliare di adesione con l’accettazione dello Statuto e del Regolamento e l’impegno finanziario al versamento della quota di iscrizione e della quota sociale dell’anno in corso, se l’adesione avviene nel primo semestre, o per l’anno successivo, se tale adesione avviene nel secondo semestre dell’anno. Compiute tali formalità, l’accettazione della domanda sarà formalizzata dall’Assemblea generale nella prima riunione utile.

I Soci possono recedere dall’Associazione dandone comunicazione, a mezzo di posta ufficiale anche e-mail con allegata la Delibera Consiliare di recesso, al Presidente, entro il 30 giugno di ogni anno, per l’anno successivo, fermi restando gli impegni finanziari dell’anno in corso.

Art. 6 Inadempienza dei Soci

I soci che per due anni consecutivi non versano nel primo semestre del terzo anno le quote sociali vengono ufficialmente richiamati dal Presidente ai loro adempimenti, che dovranno essere ottemperati entro il 31 dicembre, assieme al versamento della quota per l’anno in corso.

Se risulteranno ancora inadempienti saranno, dalla prima Assemblea Ordinaria utile, dichiarati decaduti. Tale decadenza non cancella gli obblighi assunti e l’Associazione potrà agire con ogni mezzo, anche legale, per il recupero del credito.

Art. 7 Assemblea dei Soci

La convocazione dell’Assemblea Ordinaria e Straordinaria dei Soci deve giungere alla sede legale degli enti associati almeno dieci giorni antecedenti la data di convocazione stessa, a mezzo di posta ufficiale anche e-mail, con l’indicazione dell’Ordine del giorno.

Eventuali relazioni illustrative degli argomenti in discussione possono essere trasmessi a mezzo di posta ufficiale anche e- mail, o consegnati prima dell’Assemblea.

La richiesta di convocazione dell’Assemblea da parte di almeno un terzo dei Soci deve essere soddisfatta entro 45 giorni dal ricevimento da parte del Presidente.

Art.8 Compensi e rimborsi

Le cariche elettive in seno all’Associazione non prevedono compensi. Le spese di partecipazione alle Assemblee, alle riunioni del Direttivo e dell’Ufficio di Presidenza o ad altri incontri di lavoro, sono a carico dell’Ente di appartenenza.

I componenti del Consiglio Direttivo e dell’Ufficio di Presidenza hanno diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e nella misura fissata dall’ordinamento Comunale, quando esplicano attività nell’interesse dell’Associazione e non già per l’Ente di appartenenza.

I componenti il Tavolo Tecnico per la rappresentanza regionale, come da art.14 dello Statuto, hanno diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e nella misura fissata dall’ordinamento Comunale dall’Ente di appartenenza e, dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo, quando esplicano attività nell’interesse della stessa.

Art.9 Il Direttore – Nomina e competenze

Il Consiglio Direttivo nomina il Direttore dell’Associazione nell’ambito dell’art. 14 dello Statuto.

La nomina può essere fatta per un periodo minimo di un anno o per un periodo superiore ma comunque non oltre la durata in carica del Consiglio Direttivo che lo ha nominato. Con il rinnovo del Consiglio Direttivo l’incarico può essere rinnovato, fissandone compensi e attività nell’ambito del Regolamento.

Il Consiglio Direttivo fissa anche il compenso annuale e le modalità di pagamento, tenendo conto che il 60% di tale compenso sarà erogato come rimborso spese fissato forfetariamente e il 40% quale compenso professionale a presentazione di regolare fattura di consulenza.

Art.10 Compiti del Direttore

Il Direttore coadiuva il Presidente nella conduzione dell’Associazione, collabora con l’Ufficio di Presidenza e il Consiglio Direttivo e attua le direttive stabilite dagli organi dell’Associazione.

Svolge ruolo di stimolo per i lavori del Tavolo Tecnico ne coordina i lavori e ne attua le disposizioni.

Tiene i rapporti ed i contatti con gli associati e, quando richiesto, collabora alle loro iniziative, concordandone tempi, modi e compensi.

Cura la segreteria dell’Associazione, la contabilità economica, predispone d’intesa con il Consiglio Direttivo il Bilancio Preventivo e Consuntivo, cura le convocazioni degli organi dell’Associazione, ne cura i verbali e la trasmissione agli associati.

Tiene assieme al Presidente i contatti con Province, Regioni e i loro Assessorati competenti circa le finalità e le iniziative dell’Associazione, oltre che con tutti i soggetti eventualmente coinvolti nelle attività associative.