UNESCO

La Storia

L’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct) è impegnata ad aggiornare e promuovere il percorso di candidatura a patrimonio immateriale Unesco della ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia. Conoscenze e pratiche tradizionali’, di cui è presentatrice e referente. Oggi depositata alla sede centrale dell’UNESCO a Parigi, la candidatura è stata accompagnata e presentata per l’Italia dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact). L’Anct, insieme ai Ministeri coinvolti per tematica (oltre al Mibact quello dell’Ambiente e quello dell’Agricoltura), sta lavorando per l’aggiornamento del dossier.
La volontà dell’Associazione e dei suoi Soci è quella di testimoniare la presenza e preservare l’insieme di valori, il mondo tradizionale e la cultura che uniscono i territori e le comunità legate al Tartufo. Tartufo, quindi, come cultura e non solo come prodotto pregiato della terra. L’idea di questo percorso, iniziato ormai circa cinque anni fa, è che il Tartufo diventi sempre più per le comunità e i territori in cui si trova, dal Nord all’estremo Sud dell’Italia, bene condiviso ed elemento identitario da salvaguardare e trasmettere.

L’Associazione Nazionale Città del Tartufo, nata nell’ottobre 1990, in questi ultimi anni ha vissuto un consistente sviluppo arrivando ad associare 57 realtà italiane tra Comuni, Unioni e aree vaste delle 14 Regioni produttrici di Tartufo, dal Piemonte alla Sicilia. Essendo presenti esclusivamente Istituzioni pubbliche, l’Associazione è portatrice di interessi generali legati ai territori di produzione ed è sorta con lo scopo di superare le contrapposizioni campanilistiche e per favorire la promozione degli stessi territori attraverso una comune azione di tutela e valorizzazione. Attraverso il Tartufo, legato ai vari territori italiani dove rappresenta un’esclusività, l’Associazione promuove le altre risorse ambientali, culturali, storiche, tradizionali ed enogastronomiche che questo prezioso fungo è capace di esaltare e trainare.

Dossier di Candidatura

I saperi materiali e immateriali connessi alla raccolta del tartufo costituiscono un complesso patrimonio orale, di gesti e parole, che appartengono soprattutto alle generazioni più anziane. Questi saperi oggi a rischio di estinzione vanno raccolti, archiviati e comunicati al fine di consegnare alle future generazioni queste preziose conoscenze altrimenti destinate all’oblio. Le interviste a tartufai e chef condotte secondo il metodo della storia di vita che permette una ricostruzione generazionale del sistema delle conoscenze tradizionali: le pratiche, i saperi e le credenze legati alla raccolta del tartufo e l’uso delle più recenti tecnologie. Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto tra uomo e animale e tra uomo e ambiente. L’esito del lavoro è una inedita e originale storia notturna che riporterà alla luce un complesso sostrato mitico che dà significato e valore al tartufo e lo rende patrimonio culturale immateriale dell’umanità, un bene prezioso che viene dal cuore della terra.

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Promozione Candidatura

(Avi News) – Valtopina – Formalizzare all’UNESCO la proposta perché la “cultura del tartufo” sia inserita nel registro dei beni immateriali patrimonio dell’umanità. È l’ambizioso progetto in cui è impegnata ormai da circa due anni dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo che ha superato i vent’anni di attività, annoverando un ricco patrimonio collettivo di storia, tradizioni e cultura. La presentazione della richiesta all’UNESCO, che, se accettata, comporterà l’iscrizione della cultura tartufigena nella lista dei beni intangibili, è in fase di elaborazione avanzata e al vaglio dei Ministeri italiani competenti. L’Associazione, nata ad Alba nel 1990 dalla volontà di condivisione progettuale e di sviluppo di 10 territori italiani e che oggi conta oltre 50 iscritti, è riuscita a sviluppare una significativa massa critica a sostegno del percorso avviato rispetto all’UNESCO. E questo grazie anche agli incontri che ha promosso nei territori in cui è presente, voluti per sensibilizzare sulla tematica istituzioni, enti, associazioni e soggetti legati a vario titolo alla realtà del tartufo. La storia associativa rivela come le ‘città’ siano riuscite a sintetizzare tre vocazioni inizialmente differenziate: produzione del tartufo, commercializzazione e promozione turistica ad esso collegata, rendendo sinergico lo sviluppo del territorio e consolidando un rapporto di qualità con il consumatore. Precursori di tendenze, prima che il marketing territoriale si imponesse come metodo e strumento di promozione e comunicazione per lo sviluppo di aree vaste, attraverso la valorizzazione delle peculiarità ambientali, storiche, architettoniche, culturali ed enogastronomiche dei territori, le Città del tartufo si erano già associate per raggiungere questo obiettivo, che si rinnova di anno in anno. “Al tartufo, protagonista d’eccellenza ma non unico delle nostre città – spiegano dall’associazione -, è oggi dedicata una via che unisce il Piemonte alla Campania, con la concreta possibilità di spingersi anche più a sud. Questa strada si sovrappone ad antichi tracciati commerciali lungo i quali, per facilitare scambi e passaggi di merci preziose, si costituirono comunità di accoglienza, ristoro e ospitalità organizzate in borghi e insediamenti abitativi che valorizzarono il territorio preservandone le ricchezze”. Tutela e valorizzazione del tartufo e dei suoi territori, insomma, sono i cardini dell’attività associativa e trovano oggi nuovo impulso nel percorso di avvicinamento all’UNESCO e nella richiesta al Parlamento italiano che si possa fare di più a livello normativo. Le Città del Tartufo sono, poi, impegnate perché il pregiato fungo sia preservato in natura, sia prestata attenzione ai luoghi in cui cresce e siano ricercate e sperimentate tecnologie per farne una risorsa rinnovabile. A questo si aggiunge un’azione di informazione e tutela del consumatore, che passa attraverso la promozione di una corretta trasformazione del prodotto perché sulle tavole possa arrivare un risultato di qualità, esaltato da fedeli tradizioni gastronomiche territoriali.
(Avi News) – Roma, 27 apr. – L’Associazione Nazionale Città del tartufo è pronta all’appuntamento con la riunione del Consiglio direttivo e dell’assemblea annuale dei soci convocata dal suo presidente Michele Boscagli. L’incontro si terrà a Roma nella sede nazionale di Anci in via dei Prefetti 11 nella sala degli Stemmi venerdì 29 aprile alle 10. Una seduta particolarmente importante che vedrà la presenza della dottoressa Stefania Baldinotti del Ministero dei beni e delle attività culturali per un aggiornamento sulla situazione della richiesta di iscrizione della cultura del tartufo nella lista rappresentativa dei beni immateriali Unesco. “Vista l’importanza degli argomenti ordinari, la straordinarietà dell’attività legata alla pratica Unesco, anche per la partecipazione della dottoressa Baldinotti – ha dichiarato il presidente Boscagli –, ogni Socio è invitato a garantire e comunicare la presenza, anche delegata, per consentire la più ampia partecipazione ai lavori organizzativi”. Per qualsiasi informazione è sempre possibile contattare Antonella Brancadoro al 338.7169874 o inviare un’email a anbra19@libero.it o info@cittadeltartufo.com.
(Avi News) – San Giovanni d’Asso, 22 nov. – Le Città del tartufo si stringono attorno alle popolazioni colpite dal terremoto compresi i Comuni associati di Norcia, Cascia e Amandola. Il tartufo si dimostra quindi non solo volano di economia ma anche strumento di solidarietà. Il presidente dell’Associazione nazionale Città del tartufo Michele Boscagli, infatti, ha lanciato un appello ai soci perché organizzino, durante gli eventi in corso o futuri nei territori, delle iniziative di solidarietà dedicate. Alcuni tra i 53 soci hanno risposto alla sollecitazione e si sono già attivati. Per questo La Mostra mercato del tartufo di Valtopina (Pg) (19, 20, 26 e 27 novembre) ha attivato una sua raccolta fondi il cui ricavato andrà al borgo di Preci (Pg), il primo in Umbria colpito già dal sisma del 24 agosto, la Mostra mercato nazionale del tartufo bianco di San Miniato (Si) (12, 13, 19, 20, 26 e 27 novembre) donerà una parte del ricavato della vendita dei biglietti bus di servizio alla festa alle popolazioni terremotate. Ancora, San Pietro Avellana (Is), il cui evento è stato a ridosso tra ottobre e novembre, ha pronti due container di generi vari da inviare, San Giovanni d’Asso (Si), durante la Mostra mercato del tartufo bianco delle crete senesi (dopo il 12 e 13 ancora in programma 19 e 20 novembre), ha promosso una raccolta fondi volontaria e ha donato, domenica 13, un tartufo bianco pregiato di 250 grammi alla Protezione civile a favore dei terremotati, mentre la proloco ha donato un euro per ogni piatto al tartufo venduto. Infine, anche Alba si sta attivando, con modalità ancora da definire, per destinare fondi alla città di Norcia. “Spero – ha commentato Boscagli – che altri seguano l’esempio, ma già con i soci che si sono resi disponibili auspichiamo di riuscire a raccogliere molte migliaia di euro a favore dei nostri amici in difficoltà. Le somme raccolte verranno poi donate dalle amministrazioni ai soggetti pubblici o associazionistici toccati da questa sciagura per obiettivi di ricostruzione che verranno certamente condivisi”. “Sono certo – concluso Boscagli – anche che se le realtà colpite dal terremoto vorranno continuare a svolgere in futuro iniziative di promozione sul tartufo, la nostra associazione e i soci saranno pronti a rispondere all’appello per portare un aiuto concreto”. Carla Adamo
(Avi News) – Milano, 1 ott. – È positivo il bilancio che l’Associazione Nazionale Città del Tartufo può tracciare rispetto all’esperienza a Expo, dopo circa 10 giorni della sua presenza a Cascina Triulza che si concluderà per una prima fase lunedì 5 ottobre. Tanti tra esperti del settore e visitatori dell’esposizione universale hanno partecipato agli appuntamenti organizzati dall’associazione, uno su tutti la giornata evento del 28 settembre divisa in più momenti. Tra questi il laboratorio sensoriale per il riconoscimento del tartufo a cui hanno partecipato 60 persone mentre altrettante hanno assistito al focus sulla richiesta di candidatura all’Unesco per il riconoscimento della cultura del tartufo come patrimonio immateriale dell’umanità. Nella giornata anche la presentazione del calendario della stagione del tartufo 2015-2016 scandito dagli eventi organizzati dai circa 50 soci alcuni dei quali festeggiano anniversari importanti: 85esimo per Alba, 50esimo per Acqualagna (Ps), 45esimo per San Miniato, 35esimo per Valtopina, 30esimo per San Giovanni d’Asso, 25esimo per Calestano (Pr) e Viano (Re) e 20esimo per Castel di Casio (Bo). Dal 29 settembre e fino al 5 ottobre, l’Associazione Nazionale Città del Tartufo ha allestito, inoltre, un mercato agroalimentare al quale hanno partecipato alcuni dei suoi soci, San Miniato (Pi), Montaione (Fi), Bagnoli Irpino (Av) e Regione Molise. In mostra, tipicità dei vari territori e in degustazione esclusivamente prodotti al tartufo. Grande l’affluenza registrata fin dalla prima giornata con decine di centinaia di visitatori tanto da aver dovuto interrompere le degustazioni per aver terminato le scorte a disposizione. Mentre prosegue positivamente la partecipazione a Expo, l’Associazione Nazionale Città del Tartufo intraprende il viaggio nei suoi territori dove stanno iniziando feste e fiere legate al pregiato fungo. Le prime tappe saranno Sant’Agata Feltria dove l’evento è in programma tutte le domeniche di ottobre, Apecchio (Pu) in festa il 3 e 4 ottobre, Bondeno (Fe) con la sagra dal 9 all’11 e dal 16 al 18 ottobre, Borgofranco sul Po (Mn) con l’evento in programma nei primi tre fine settimana del mese. A precedere la presenza delle Città del Tartufo a Cascina Triulza, è stata una settimana istituzionale nella quale l’Associazione ha provveduto a diffondere materiale informativo e illustrativo rispetto alle sue attività. Iniziativa a cui molti turisti e gruppi organizzati  hanno risposto dimostrando grande interesse.   Carla Adamo
(Avi News) – San Giovanni d’Asso, 15 set. – Undici regioni, 50 ‘città’ e decine di manifestazioni fieristiche, a livello regionale e nazionale, organizzate nell’arco di un anno. Sono questi i numeri dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, nata ad Alba nel 1990, con tre obiettivi fondamentali: tutela, commercializzazione e promozione del tartufo e dei territori a esso legati. Con sede operativa itinerante, in questo momento a San Giovanni d’Asso in provincia di Siena, e quella legale nella città che ne ha visto la nascita, l’associazione ha raggiunto i 25 anni di attività. In collaborazione con associazioni agricole, dei cercatori di tartufi e di commercianti, oltre che con enti pubblici, turistici e consorzi, è impegnata da sempre in una serie di azioni per la valorizzazione del tartufo, delle specie riconosciute per legge e ammesse al consumo, con lo scopo di offrire un prodotto di qualità tutto l’anno, esclusi aprile e maggio, mesi di riposo vegetazionale. Negli ultimi quattro anni, in particolare, le energie e le attenzioni dell’associazione sono state concentrate sul percorso di richiesta di candidatura all’Unesco per il riconoscimento e l’iscrizione della Cultura del tartufo nella lista dei beni immateriali patrimonio dell’umanità. Intorno a questo obiettivo è riuscita a sviluppare una significativa massa critica anche grazie agli incontri che ha promosso nei territori in cui è presente, voluti per sensibilizzare sulla tematica istituzioni, enti, associazioni e soggetti legati a vario titolo al tartufo. Tartufo come risorsa, come elemento identitario, pur nelle differenze territoriali, come sentinella dell’ambiente e volano dell’economia, come elemento centrale di un ecosistema e fulcro di un modo di vivere fatto di buone pratiche e tradizioni. Tartufo come bene di tutti da proteggere e valorizzare insieme al sistema di valori che lo circonda. È questo che le Città del tartufo chiedono all’Unesco di salvaguardare come bene intangibile e che raccontano con la loro presenza a Expo. Mentre dal 22 al 28 settembre, infatti, l’associazione avrà uno stand istituzionale con materiale informativo e illustrativo, dal 28 settembre al 5 ottobre sarà ospite a Cascina Triulza con tante iniziative, compresa una giornata evento il 28, la prima, in cui presentare le sue tante attività, e un mercato dal 29 settembre per tutta la settimana, con le tipicità enogastronomiche e artigianali dei territori che la compongono. All’appuntamento di Milano le Città arrivano con un sito e una comunicazione rinnovati, il marchio ‘Ristorante amico del tartufo’ che le strutture interessate possono richiedere e con alcune tematiche da sempre care, tra queste il necessario aggiornamento della normativa nazionale sulla tartuficoltura. Carla Adamo
(Avi News) – Valtopina – Undici regioni, 50 “città” e circa altrettante manifestazioni fieristiche a livello regionale e nazionale, organizzate nell’arco di un anno. Sono questi i numeri dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, nata nel 1990 ad Alba, con tre obiettivi fondamentali: tutela, commercializzazione e promozione del tartufo e dei territori ad esso legati. L’associazione, con sede legale ad Alba, in provincia di Cuneo, e sede operativa a Valtopina, in provincia di Perugia, ha recentemente festeggiato vent’anni e per l’occasione ha promosso una serie di appuntamenti in diverse città italiane, da Roma a Milano passando per Alba. Incontri che hanno permesso un confronto tra gli associati e da cui sono nate proposte interessanti tra cui la richiesta all’Unesco di riconoscimento della cultura tartufigena come patrimonio immateriale dell’umanità. A Milano, inoltre, l’associazione ha iniziato a predisporre il percorso per prepararsi a partecipare all’appuntamento internazionale con l’Expo 2015, in cui il tartufo sarà “in vetrina” tra le eccellenze del made in Italy agroalimentare. Soci fondatori dell’associazione i Comuni di Alba, Sant’Angelo di Vado, San Miniato, Norcia, Castel di Casio, San Giovanni d’Asso, Sant’Agata Feltria, le comunità montane di Alto Tevere umbro, Alto Molise, Alto Chiascio, a cui si sono aggiunti negli anni, oggi ancora presenti, i Comuni di Acqualagna, Apecchio, Archi, Ascrea, Bagnoli Irpino, Bondeno, Borgofranco sul Po, Calestano, Campello sul Clitunno, Campoli Appennino, Camugnano, Carpineto Romano, Cascia, Castelfiorentino, Castell’Azzara, Celano, Ceppaloni, Colliano, Fabro, Leonessa, Macchiagodena, Mesola, Millesimo, Montaione, Montespertoli, Palaia, Quadri, Roccafluvione, San Pietro Avellana, Sant’Agostino, Savigno, Scheggino, Torrebruna, Valtopina, Viano, le comunità montane Medio Metauro e Monti Martani Serano e Subasio, l’Unione  Amiata e Grossetano, l’Unione di Comuni Valli Dolo Dragone e Secchia, le Province di Chieti, Isernia, Mantova e Pisa e la Regione Molise. In collaborazione con le associazioni agricole, dei cercatori dei tartufi e di commercianti, oltre che con enti pubblici, turistici e consorzi, l’associazione è impegnata in una serie di azioni per la valorizzazione del tartufo di tutte le specie riconosciute per legge e ammesse al consumo, proprio per poter offrire questo prodotto di qualità tutto l’anno, esclusi aprile e maggio, mesi di riposo vegetazionale. “Tutta la vita associativa e l’attività promozionale – ha concluso il presidente Picchiarelli – è utile e funzionale alla promozione e valorizzazione turistica di territori insieme a tutte le peculiarità che questi presentano”. Particolare attenzione è posta, di conseguenza, anche nel sollecitare e promuovere la tutela e la salvaguardia del territorio e dell’ambiente delle zone tartufigene, favorendo l’emanazione di normative nazionali e regionali in materia. “L’Associazione nazionale città del tartufo – aggiunge Picchiarelli – si muove per favorire la tracciabilità del prodotto, per attivare e stimolare iniziative che possono portare all’individuazione dei territori, al riconoscimento delle certificazioni di qualità e di provenienza del tartufo”. Tra le attività promosse negli ultimi anni dall’associazione, la diffusione di un marchio, “Ristorante amico del tartufo”, e un nuovo sito internet, utili strumenti di promozione e comunicazione per associati, esperti del settore, curiosi e turisti. “Mettere in rete le buone pratiche delle singole realtà associate e, soprattutto, promuovere iniziative che riguardano la tutela del tartufo e dei territori, attraverso lo stimolo ad adeguare le normative e la legislazione esistente – ha spiegato Giancarlo Picchiarelli, presidente dell’Associazione città del tartufo -, sono alcune delle attività che la nostra associazione promuove con più forza”. L’attività promozionale dell’associazione passa anche attraverso gli strumenti mediatici più recenti tra cui il sito internet www.cittadeltartufo.it recentemente rinnovato. Carla Adamo
(AVInews) – Siena, 23 set. – Un percorso collettivo di salvaguardia e partecipazione. Procede in questo senso la candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco di ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’. Testimonianza ne è la partecipazione dell’Associazione nazionale città di tartufo (Anct) che della candidatura è presentatrice e referente al World tourism event (Wte) a Siena insieme a tante delle sue 50 realtà aderenti. Lo spirito, appunto, dell’associazione e dei suoi soci è quello di testimoniare l’insieme di valori, il mondo tradizionale e la cultura che uniscono i territori e le comunità legate al pregiato fungo e di camminare tutti insieme per l’importante, sperato traguardo. A questo, durante il Wte, è stato dedicato un convegno a cui hanno partecipato Michele Boscagli, presidente dell’Anct, ed Elena Sinibaldi del Mibact, ministero che ha accompagnato e presentato per l’Italia la candidatura alla sede centrale dell’Unesco a Parigi dove è in attesa di essere valutata. Presenti inoltre l’antropologo Gianfranco Molteni, curatore, insieme a Piercarlo Grimaldi, della relazione antropologica che fa parte del dossier di candidatura, e rappresentanti istituzionali delle realtà socie che hanno accompagnato l’associazione all’appuntamento senese: Alba, Acqualagna, Città di Castello, Camugnano, Gubbio, Montalcino municipalità di San Giovanni d’Asso, Pietralunga, San Miniato, Sant’Angelo in Vado, Sant’Agata Feltria, Scheggino, Valsamoggia municipalità di Savigno e Montaione. “Questa è un’occasione importante – ha commentato Boscagli – che non potevamo perdere. Siamo all’interno della manifestazione legata al turismo Unesco e credo questa sia l’opportunità più grande che abbiamo avuto in quest’ultimo periodo. Le nostre realtà sono piccole, se vogliamo, rispetto a tante altre che hanno già un riconoscimento Unesco, ma stiamo crescendo e questo è l’obiettivo più importante che vorremmo raggiungere nei prossimi due anni. Abbiamo avuto una grossa partecipazione da parte dei soci e devo ringraziare tutti perché era da tempo che non vedevamo una così importante presenza”. Elena Sinibaldi ha sottolineato come “i percorsi di candidatura Unesco siano complessi e corrispondenti a direttive operative che intendono coniugare il senso antropologico, fondante il patrimonio culturale immateriale, con quello di uno sviluppo sostenibile integrato” e ha evidenziato inoltre come “ogni percorso sia, come nel caso della candidatura di ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’, un processo progressivo di implementazione delle misure di salvaguardia che richiede la partecipazione e collaborazione costante tra istituzioni, comunità e stakeholders direttamente coinvolti”. Carla Adamo
La candidatura “CULTURA DEL TARTUFO” PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO è stata presentata venerdì 23 settembre alle ore 12 presso la Sala Giunta Regionale con la relazione del professore Giancarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche. Sono intervenuti Stefania Baldinotti, funzionario Mibact, Antonella Parigi, assessore regionale alla cultura e al turismo, Stefano Colmo, responsabile delle Relazioni istituzionali di Slow Food e Segretario generale Fondazione Terra Madre, Michele Boscagli, presidente dell’Associazione Città del Tartufo, Antonio Degiacomi , presidente del Centro Nazionale studi tartufo di Alba e Piercarlo Grimaldi, rettore dell’Università degli Studi di Scienze gastronomiche . L’Unesco, istituzione internazionale d’eccellenza impegnata nella valorizzazione e preservazione dei patrimoni materiali dell’umanità, ha redatto nel 2003 la prima lista mondiale dei patrimoni culturali orali e immateriali. Essi sono “le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi” (Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, art. 2) e rappresentano un elemento fondamentale distintivo della cultura e dell’identità di una comunità e di un territorio. La candidatura negli anni è stata portata avanti dal Centro nazionale studi tartufo che ha sede ad Alba e dall’Associazione nazionale Città del tartufo con due importanti partner scientifici quali l’Università di Scienze gastronomiche e l’Università di Siena. Si è voluto risalire oltre l’intensa promozione commerciale, i testimonial, l’utilizzo del prodotto nella ristorazione di prestigio in tutto il mondo che hanno felicemente caratterizzato gli ultimi anni, contribuendo alla valorizzazione turistica di molte aree in Italia. Si sono volute documentare e analizzare antropologicamente le conoscenze orali e gestuali e le narrazioni intimamente connesse al tartufo attraverso interviste etnografiche raccolte lungo molte regioni italiane, dal Piemonte alla Campania, passando per la Lombardia, la Toscana e l’Umbria negli ultimi venticinque anni, completate dalla ricerca bibliografica e d’archivio. L’obiettivo della candidatura, che prende il nome di Cultura del Tartufo, è quello di certificare e formalizzare, difendere e tramandare il “mito del tartufo”, non solo come frutto dall’inestimabile valore, ma simbolo di una storia di rapporti tra uomo, natura, animale e tradizione. Alla base del fascino del Tartufo c’è la ricerca. Nella notte, in aree boschive, nella segretezza assoluta, uomini preceduti dal loro cane, fendono le brume notturne cercando riferimenti tra le piante alla ricerca di un albero che l’anno precedente ha garantito una raccolta fortunata. Pratiche e informazioni su luoghi propizi sono spesso tramandate di generazione in generazione verbalmente o al massimo annotate su quaderni o agende assolutamente non divulgabili. Il tartufo è lusso e ristoranti di tendenza, cene memorabili e profumi indescrivibili, ma tanto del suo fascino si perderebbe se non ci fosse la cerca, non la semplice raccolta, come succede per le più comuni specie vegetali. La cerca è un gesto individuale, vissuto in simbiosi con il cane, è intuito e fortuna, conoscenza della delicata pratica dell’estrazione che avviene con il solo ausilio di uno strumento specifico per tipologia di terreno: in Piemonte si usa un particolare zappino mentre nell’area centro – sud un vanghetto. La cerca del tartufo è un rito talmente impresso nel genius loci delle sue terre da renderlo parte integrante della cultura più intima del territorio. La ricerca del tartufo: un patrimonio complesso di saperi, di tradizioni, di convenzioni non scritte che nascono come pratica di raccolta per diventare molto di più. Il cercatore ha un rapporto elettivo con il proprio cane, il “suo” bosco, i suoi segreti. Quando il cane inizia a “segnare” un punto specifico, il trifolaio si china, raccoglie la terra, la annusa per verificare se il profumo di tartufo è forte e quindi il tartufo vicino, ma non sfugge un gesto altamente simbolico: la condivisione di un odore ancestrale, il ritorno ad un’epoca in cui il rapporto con la terra era proprio della condizione umana. “La tradizione della raccolta del tartufo bianco, spontaneo e di libera ricerca, è un prodotto culturale nazionale, lo si fa in tutta Italia, pur con declinazioni tradizionali diverse da luogo a luogo – sottolineano Antonio Degiacomi, presidente del Centro nazionale studi tartufo e Michele Boscagli, presidente dell’Associazione Città del Tartufo -. A partire dalla cultura del tartufo che ci proviene dalla tradizione vorremmo che si rinnovasse e aumentasse la coscienza della necessità di difendere il patrimonio naturale, che assomma piante simbionti, suolo, clima, ambiente idrogeologico e che riguarda istituzioni, proprietari di fondi, cercatori. È un aspetto strategico per il futuro del prodotto e delle terre che lo generano che la candidatura può favorire.” “La candidatura del tartufo a patrimonio immateriale Unesco ha un’importanza rilevante in termini di ampiezza territoriale. Tredici le regioni coinvolte, che condividono gli stessi valori culturali che sottendono al riconoscimento del tartufo come simbolo di unicità e contemporaneamente di unità nazionale, dal Piemonte alla Sicilia”. Così l’assessore alla cultura e al turismo della regione Piemonte Antonella Parigi, che aggiunge quanto sia “grande la soddisfazione per il contributo messo a disposizione dal territorio piemontese, forte della sua tradizione e dell’attività di ricerca: l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo e la Fiera del tartufo bianco di Alba sono eccellenze internazionali”.  Il Piemonte oltre ad annoverare 4000 cercatori paganti tesserino ha inoltre una rete di tartufaie didattiche o sperimentali disseminate su tutto il territorio. “I saperi materiali e immateriali connessi alla raccolta del tartufo costituiscono un complesso patrimonio orale, di gesti e parole che appartengono soprattutto alle generazioni più anziane” spiega Piercarlo Grimaldi, rettore e professore ordinario di Antropologia culturale presso l’Università degli Studi di Scienze gastronomiche. “Questi saperi oggi a rischio di estinzione, vanno raccolti, archiviati e comunicati al fine di consegnare alle future generazioni queste preziose conoscenze altrimenti destinate all’oblio, al fine di dare nuova energia ad un territorio e ai territori coinvolti ed alla loro gastronomia. A partire da queste considerazioni, L’Università degli Studi di Scienze gastronomiche ha partecipato alla realizzazione del progetto della Candidatura della Cultura del Tartufo quale patrimonio immateriale dell’Umanità, predisponendo un libro ed un filmato che mettono in luce in modo approfondito e cognitivo, la cultura del tartufo” . Fondamentale l’appoggio di Slow Food che arriva nei giorni di Terra Madre a Torino dalle parole di Stefano Colmo: “Lo sdoganamento della gastronomia e della cultura materiale contadina al pari di quella fino ad oggi considerata ‘alta’ è una sfida per il futuro”.
(AVInews) – Perugia, 2 nov. – Prosegue il tour del presidente dell’Associazione nazionale Città del tartufo Michele Boscagli nei territori associati in occasione della stagione delle mostre mercato e degli eventi legati al pregiato fungo. L’obiettivo è quello di diffondere i contenuti della candidatura Unesco della ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’ a patrimonio immateriale dell’umanità, di cui l’Anct è presentatrice e referente, e, insieme, testimoniare e diffondere il risultato complessivo dell’apporto che ogni singolo territorio ha saputo dare al confezionamento della richiesta. La prossima tappa del viaggio tra i territori è Acqualagna dove è in corso la 52esima Fiera nazionale del tartufo bianco. Sabato 4 novembre alle 11 al teatro Conti, in particolare, nel programma dell’evento, è previsto un incontro con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, durante il quale Boscagli coglierà l’occasione per sottolineare il contenuto delle misure di salvaguardia ambientale del file di candidatura con particolare riferimento alla tutela ambientale, paesaggistica, della biodiversità e dello sviluppo sostenibile a essa collegato. “Per noi è importante – ha sottolineato Boscagli – utilizzare il circuito delle manifestazioni promozionali già attivato nei territori e questa di Acqualagna sarà un’occasione per incontrare il ministro e sottoporgli alcuni aspetti del percorso che stiamo portando avanti ormai da anni”. Carla Adamo
(Avi News) – San Giovanni d’Asso, 21 feb. – L’Associazione Nazionale Città del Tartufo riunisce i suoi Soci a Norcia in Assemblea Straordinaria, domenica 26 febbraio, per portare solidarietà alle zone terremotate e contestualmente condividere e dare forza al processo avviato per la richiesta all’Unesco di candidatura delle “Pratiche e conoscenze della Cultura del Tartufo quale bene immateriale vivente”. Un appuntamento che arriva circa un mese prima della riunione della Commissione Nazionale Italiana Unesco che deciderà la candidatura da presentare a Parigi. Il luogo scelto per la riunione è Norcia, una delle città associate più duramente colpite dal sisma, proprio nel primo fine settimana della sua Mostra Mercato dedicata al Tartufo Nero Pregiato. Nero Norcia, infatti, non solo si svolgerà ma è stata pensata con una formula allungata in tre fine settimana, dal 24 al 26 febbraio, e poi dal 3 al 5 e dal 10 al 12 marzo, come strumento di rilancio dell’economia del territorio. “Il riconoscimento, qualora ci fosse, – ha dichiarato il Presidente dell’Associazione Michele Boscagli – assumerebbe per i territori in difficoltà un valore ancora più importante, soprattutto come sprone per infondere fiducia in una ripresa sociale ed economica delle comunità”. “Siamo a Norcia, cuore della Valnerina e della tradizione del Tartufo Nero Pregiato – ha aggiunto Boscagli – anche per esprimere la disponibilità di tutti i Soci affinché questi territori, così colpiti, possano partecipare attivamente alla vita associativa secondo il principio irrinunciabile della condivisione e possano in futuro, speriamo molto prossimo, beneficiare dell’accoglimento della richiesta di candidatura. Come Norcia, le Città associate di Cascia e Amandola hanno bisogno di sentire la presenza e la vicinanza dell’Associazione che con questo processo di candidatura ha intrapreso una strada per la salvaguardia e la trasmissibilità del nostro patrimonio collettivo”. La riunione sarà dunque l’occasione per impostare le attività di sostegno al procedimento Unesco necessarie alla diffusione di conoscenze e pratiche che l’elemento Tartufo ha suggerito a una comunità diffusa su 14 regioni d’Italia. All’Assemblea, che avrà inizio alle 10.30, insieme al Presidente delle Città del Tartufo Michele Boscagli, parteciperanno la gran parte dei Sindaci e rappresentati delle amministrazioni associate, compresi quelli dei Comuni emiliani che nel 2012 hanno vissuto l’esperienza del terremoto. A fare gli onori di casa saranno Nicola Alemanno e Giuliano Boccanera, rispettivamente Sindaco e Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Norcia. Carla Adamo
(Avi News) – Modena, 11 nov. – L’Associazione Nazionale Città del Tartufo ha vinto il Premio Eco and the City Giovanni Spadolini nella categoria “Identità Culturale” grazie al percorso avviato per la richiesta di candidatura all’Unesco della cultura tartufigena come patrimonio immateriale dell’umanità. A ritirare la medaglia Spadolini e l’attestato di riconoscimento è stato, sabato 9 novembre, a Modena, al Museo Casa Enzo Ferrari, il presidente dell’associazione, Giancarlo Picchiarelli. “La Fondazione Spadolini nuova antologia – si legge nelle motivazioni della giuria –, in considerazione del particolare impegno profuso per il riconoscimento della cultura del tartufo da parte dell’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità, declinata nelle varie sfumature dei territori regionali, riconosciuta e vissuta dalle popolazioni residenti come patrimonio identitario e opportunità di sviluppo, ha conferito la medaglia Spadolini come riconoscimento ufficiale all’Associazione Nazionale Città del Tartufo”. “Siamo molto soddisfatti per aver ricevuto questo riconoscimento – ha dichiarato Picchiarelli – che premia il lavoro che stiamo portando avanti in maniera seria e impegnata, con lo sforzo di coinvolgere sempre di più le realtà legate al tartufo e alle identità culturali. Un mondo che concorre a realizzare buone pratiche e modelli di sviluppo. Tutto questo contribuisce a fare rete, a creare sinergie, a sviluppare massa critica e ci incoraggia, quindi, ad andare avanti sulla strada per la richiesta di candidatura all’Unesco”. Il premio, istituito dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia e dedicato alla memoria di Giovanni Spadolini, statista fiorentino fondatore del Ministero per i beni culturali e ambientali, è finalizzato a promuovere la cultura della difesa del territorio, la salvaguardia del paesaggio e la tutela dell’identità culturale. Un’iniziativa alla sua terza edizione che ha il patrocinio della Commissione nazionale Unesco e l’alto patronato permanente della presidenza della Repubblica. Carla Adamo
(Avi News) – Modena, 8 nov. – Anche l’Associazione Nazionale Città del Tartufo è tra i candidati che hanno ottenuto la nomination al Premio Eco and the City Giovanni Spadolini, nella categoria dedicata all’dentità culturale. Alla cerimonia di consegna dei riconoscimenti che si svolgerà sabato 9 novembre, alle 15, al Museo Casa Enzo Ferrari, a Modena, parteciperà Giancarlo Picchiarelli, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Il premio è stato istituito dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, è dedicato alla memoria di Giovanni Spadolini, statista fiorentino fondatore del Ministero per i beni culturali e ambientali, ed è finalizzato a promuovere la cultura della difesa del territorio, la salvaguardia del paesaggio e la tutela dell’identità culturale. Quella di quest’anno è la terza edizione del premio dedicata, a seguito del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna e la Lombardia nel 2012, ai temi della ricostruzione solidale e dell’identità culturale. Il prestigioso riconoscimento si propone, in sintonia con l’Unesco, di promuovere tutte le iniziative mirate al ripristino e alla salvaguardia del tessuto urbano e umano dei luoghi. Durante la cerimonia, che sarà condotta dai giornalisti del Tg2 Cecilia Cappellini e Bruno Gambacorta, ci sarà l’intervento, in collegamento da Parigi, di Francesco Bandarin, vicedirettore generale per la cultura dell’Unesco e promotore, nel giugno 2012, insieme a Itki Unesco, del patto per la ricostruzione con le popolazioni colpite dal sisma. Carla Adamo
(Avi News) – Roma, 18 ott. – Dopo la formalizzazione della richiesta di candidatura della Cultura del tartufo a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, illustrata a Torino, il percorso verso il prestigioso riconoscimento sarà presentato a Roma, mercoledì 26 ottobre alle 19.30, a palazzo Astaldi, in via Saverio Mercadante 28. A promuovere l’incontro, l’Associazione nazionale Città del tartufo che, insieme al Centro nazionale Studi tartufo di Alba e con il sostegno di due partner scientifici come l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e l’Università degli Studi di Siena, ha avviato l’iter e, negli anni, sostenuto la richiesta per l’iscrizione della Cultura del tartufo nella lista dei beni intangibili. L’obiettivo, custodire, preservare e tramandare un patrimonio di pratiche, tradizioni e convenzioni non scritte legate al mondo del tartufo e al rapporto uomo, cane e natura che ne fa parte. A fare gli onori di casa sarà Michele Boscagli, presidente dell’Associazione nazionale Città del tartufo, durante la serata in cui sarà anche proiettato il film ‘Memorie di tartufo. Una storia nascosta’ di Remo Schellino. Un documento sui saperi materiali e immateriali legati al tartufo, dal momento della cerca al suo uso in cucina, realizzato attraverso interviste a tartufai e chef secondo il metodo della storia di vita. Carla Adamo
(Avi News) – Siena, 13 set. – L’Associazione nazionale Città del tartufo (Anct) e il Comune di Siena, in occasione del World Turism Event (Wte) in programma nella città del Palio da venerdì 22 a domenica 24 settembre, hanno promosso un evento di anteprima. L’iniziativa sarà un’occasione per presentare la candidatura a patrimonio immateriale Unesco della ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali’, di cui l’Anct è presentatrice e referente, e per offrire agli associati un momento di promozione turistica. L’associazione, la cui sede operativa e presidenza sono a San Giovanni d’Asso municipalità del Comune di Montalcino, raccoglie oltre 50 realtà territoriali e istituzionali, dal Piemonte fino in Sicilia, tra Comuni, Unioni dei Comuni, Province e Regioni. L’appuntamento è giovedì 21 dalle 18.45 presso la Loggia dei Nove di Palazzo pubblico in Piazza del Campo. “Sono certo che l’occasione sia importante – ha commentato Michele Boscagli, presidente dell’Anct –, non solo per far conoscere e sostenere la nostra candidatura a bene immateriale Unesco della ‘Cerca e Cavatura del Tartufo in Italia’, che rimane il nostro obiettivo primario per i prossimi anni, ma soprattutto per dare una vetrina importante ai nostri associati e far conoscere le loro eccellenze turistiche e culturali a un pubblico specializzato”. Durante l’appuntamento, è prevista una degustazione di prodotti tra cui tartufo, vino, olio, salumi, formaggi e pane che fanno parte del paniere enogastronomico delle Città aderenti. Dell’evento, in particolare, saranno protagoniste 13 realtà che allestiranno altrettanti tavoli promozionali e dedicati alla degustazione: Alba, Acqualagna, Apecchio, Gubbio, Città di Castello, Camugnano, Montalcino municipalità di San Giovanni d’Asso, Pietralunga, San Miniato, Sant’Angelo in Vado, Sant’Agata Feltria, Scheggino, Valsamoggia municipalità di Savigno e Montaione.