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Alta Val Tidone

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Il Comune di Alta Val Tidone, in provincia di Piacenza, rappresenta il territorio più occidentale dell’Emilia-Romagna, al confine con la Lombardia e a stretta vicinanza da Piemonte e Liguria, con cui è collegato storicamente dai cammini dei pellegrini e commercianti che raggiungevano nell’antichità il mare e più oltre la Città Eterna. Radici storiche, culturali e religiosi che si rinnovano anche nel patrono, San Colombano Abate, a cui la comunità è legata e che festeggia nella ricorrenza patronale del 18 luglio. Nato amministrativamente nel 2018 dalla fusione dei comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara, il Comune di Alta Val Tidone conta una popolazione di poco meno di 3000 abitanti, che nel 2023 ha registrato un incremento, in controtendenza rispetto ai territori collinari e montani in gran parte del territorio nazionale. Dei paesi che si sono fusi e delle tante frazioni di un territorio tra i più estesi della Provincia di Piacenza, Alta Val Tidone riporta unendole le radici culturali, le tradizioni, le usanze e le occupazioni storiche, pur nel rinnovamento tecnologico e nello sviluppo innovativo a cui ha sempre guardato con positiva pulsione. Oggi il territorio di Alta Val Tidone unisce i borghi storici a un ambiente incontaminato che dalla parte più pianeggiante, legata al torrente Tidone, si inerpica fino alle pendici del Monte Penice e alla Diga del Molato, passando per zone collinare, a vocazione agricola e vitivinicola, senza tralasciare l’arte molitoria e una forte tradizione enogastronomica. Tra le occupazioni storiche risiede la raccolta del tartufo a scopo commerciale, che risale a Pecorara agli anni Sessanta, ed è tuttora attiva e valorizzata. Il prezioso e accurato lavoro di tutela e promozione ha portato, nel 2014, il disciolto Comune di Pecorara alla definizione dei prodotti a Denominazione comunale – la patata di Busseto oltre al Tartufo nero di Pecorara – e successivamente alla registrazione del marchio DE.CO.. Forte del lavoro svolto negli anni, il nuovo Comune di Alta Val Tidone ha assunto il Tartufo nero di Pecorara come prodotto de.co. ottenendo poi dal Ministero dello Sviluppo Economico la registrazione del marchio. Grazie a queste tutele e alle attività svolte anche dalle associazioni sul territorio, in particolare l’Associazione nazionale tartufai italiani Emilia-Romagna e l’Associazione provinciale tartufai piacentini, è stato possibile far conoscere a livello non solo locale il prezioso tubero di Pecorara, individuando nella raccolta e commercializzazione una forte potenzialità turistica, commerciale e culturale, come dimostra la Rassegna provinciale del Tartufo e dei prodotti del sottobosco, giunta nel 2023 alla sua 32° edizione.

 

Piatti tipici

Tartufo nero di Pecorara (de.co.) Patata di Busseto Batarò de.co. di Sala Mandelli Coppa arrosto Tortelli verdi di Genepreto Treccia di Trevozzo (pane) salumi dop della provincia di Piacenza (coppa, pancetta, salame ) vini doc del territorio (dal Gutturnio all’Ortrugo al Malvasia)

Feste del tartufo

Rassegna provinciale del Tartufo e dei prodotti del sottobosco

Associazioni collegate alla realtà del tartufo:

Associazione nazionale tartufai italiani Emilia-Romagna (Giuseppe Crescente 3387624444)

Associazione provinciale tartufai piacentini (Presidente Maurizio Savi – info: tartufai.piacentini@gmail.com - 3472420459 Maurizio-3358064917 Giovanni).