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Ferrara di Monte Baldo

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Ferrara di Monte Baldo sorge a 856 m sul versante orientale del massiccio del Monte Baldo, quel 'Giardino d’Europa' che da secoli esercita il suo richiamo sui viaggiatori. Le prime tracce di presenza umana nell’area risalgono al Mesolitico, come attesta la campagna di scavo di Fontana de La Teia (anni ’70), ma è nel medioevo che il borgo entra stabilmente nella storia documentata: la cappella di Ferrara compare infatti in una bolla di papa Onorio III del 1218, nell’elenco delle pievi dipendenti dalla pieve di Caprino Veronese.

Con l’avvento degli Scaligeri (1277) Ferrara entrò a far parte della “fattoria scaligera” di Verona, godendo per lungo tempo di esenzioni fiscali in virtù delle sue miniere di ferro. Nel 1405, passata alla Serenissima, si svilupparono botteghe e mercati che favorirono gli scambi con la pianura e il Garda. Tra XVII e XIX secolo, la peste e le guerre napoleoniche ridussero drasticamente la popolazione, ma già in età asburgica ripresero l’istruzione e i lavori di riforestazione. Nel 1866 Ferrara fu annessa al Regno d’Italia.

Oggi Ferrara è la prima “Città del Tartufo” del Veneto: il suo terreno calcareo-argilloso, ricco di carpino nero, nocciolo e roverella, è ideale per il Tartufo nero pregiato, il  Tuber aestivum (tartufo nero estivo) e il Tartufo nero invernale così come per specie minori come il bianchetto primaverile. La tartuficoltura locale unisce la ricerca tradizionale con cani addestrati a moderne tartufaie controllate, garantendo raccolte responsabili e tartufi certificati. Laboratori didattici, showcooking e degustazioni guidate animano il borgo durante tutto l’anno, rendendo omaggio al “diamante della terra”.

Il patrimonio naturalistico è altrettanto straordinario. Il Parco Naturale Regionale del Monte Baldo protegge creste e valli di grande interesse botanico: rare orchidee, edelweiss e colonie di aquila reale trovano qui rifugio. Ferrara di Monte Baldo custodisce faggete secolari e affioramenti mesozoici, un vero libro di geologia a cielo aperto. Nell’area convivono paesaggi d’alta quota, tradizioni pastorali e progetti di conservazione della biodiversità: itinerari a tema per osservare stelle nell’Osservatorio di Novezzina, erbe officinali e fauna locale nel Museo della Biodiversità Francesco Calzolari, e percorsi delle trincee della Grande Guerra.

Ferrara di Monte Baldo è dunque un invito a un turismo slow: tra escursioni all’alba, passeggiate nei boschi profumati, soste in malga e degustazioni al tramonto, ogni visita diventa un’esperienza sensoriale e culturale, capace di raccontare la storia millenaria di un angolo suggestivo del Veneto.

Feste del tartufo

Fiera regionale L'oro del Monte Baldo