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Pieve del Grappa

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Il Comune di Pieve del Grappa si estende dalle pendici del Massiccio del Grappa fino alla pianura sottostante, Tra il luoghi di interesse spiccano il Sacrario Militare di Cima Grappa, monumento che celebra i soldati caduti durante la Prima Guerra Mondiale nel territorio del Monte Grappa, il Santuario della Madonna del Covolo, la Casa Don Bosco dotata di un interessante osservatorio astronomico.

Il territorio è ricco di sapori genuini, basati su prodotti locali come il formaggio Morlacco e Bastardo del Grappa, la sopressa, i marroni del Monfenera IGP e il miele. I piatti tipici includono bigoli con l'arna, formaggio schiz, coniglio in tecia, erbe di campo e la polenta con funghi o formaggio. Il territorio è famoso per il Prosecco DOCG, i vini dei Colli Asolani, il Merlot, il Cabernet e la grappa.

Il Monte Grappa, simbolo della Pedemontana Veneta, è un territorio ricco di biodiversità. Già nel Settecento sono documentati commerci di tartufo, al punto che in piazza si organizzavano sagre in suo onore. Un’antica guida dell’ultimo periodo veneziano (1780), dedicata al territorio asolano, ricordava tra le eccellenze anche le “tartuffole”, cioè i tartufi.

Negli anni ’50, con i programmi di rimboschimento, il Grappa tornò a coprirsi di boschi abbattuti per renderlo baluardo difensivo. Ombra e umidità restituirono fertilità al suolo e ricomparvero funghi e tartufi: alcuni anziani notarono “noci nere” scavando tra le radici, segno del ritorno del tartufo del Grappa, poi confermato da esperti. Oggi cresce nella fascia che va da Romano d’Ezzelino a Cornuda, con rinvenimenti anche nel bellunese.

I cercatori autorizzati sono circa 85/90 (nel Comune di Pieve del Grappa). Il prodotto ha riconquistato un ruolo nella gastronomia veneta e si presenta in più varietà: Tuber aestivum (estivo), Tuber uncinatum, Tuber melanosporum e Tuber brumale.

Nel territorio di Pieve del Grappa, nell’ultimo anno, si è avviata la semina di tartufaie su terreni privati e demaniali. La raccolta annua si assesta su circa 200 kg di prodotto fresco (1ª e 2ª scelta per i ristoratori) e altri 200 kg di 3ª scelta destinati alla triturazione, in parte per prodotti derivati e in parte per la semina.

Dal 2014, grazie a Bruno Ceccato (Pizzeria Giuseppe Verdi di Crespano), è nata l’Associazione Tartufo del Grappa, che ha registrato il marchio e promosso prodotti derivati. Oggi il percorso prosegue con la Confraternita del Tartufo del Grappa: raccoglitori, ristoratori e artigiani che tutelano prezzo e qualità, valorizzano il prodotto nei menù e negli eventi e favoriscono il turismo esperienziale (cerca con il cane, degustazioni in malga). Slow Food sostiene l’inserimento nell’Arca del Gusto; Veneto Agricoltura vigila sulla raccolta. Il tartufo del Grappa diventa così identità, cultura e turismo oggi.